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Fiera, presentato il piano industriale: sospesi i licenziamenti e rilancio del quartiere

Tregua tra sindacati e azienda sul futuro dei 123 lavoratori giudicati in esubero. Aperte strade alternative al licenziamento e all'esternalizzazione del personale

Regge la tregua tra sindacati e azienda sul futuro dei 123 lavoratori part time della Fiera di Bologna, che erano stati giudicati in esubero. Regge perchè nel primo incontro dopo la pausa estiva, il presidente Franco Boni ha confermato la sospensione della procedura di mobilità e si sono aperte, almeno nelle intenzioni, strade alternative al licenziamento e all'esternalizzazione del personale. Non solo.

Il numero uno di via Michelino ha anche tracciato le linee del piano industriale che punta al rilancio del quartiere: nove anni, suddivisi in step successivi di tre anni ciascuno, con un investimento iniziale di 55 milioni nei primi sei anni per il riammodernamento del quartiere (con un nuovo padiglione da costruire, il 37, e il 29 da ristrutturare) trovare attraverso l'aumento di capitale e il ricorso al credito bancario.

"La procedura rimane sospesa- riassume Alessio Festi della segreteria Cgil al termine del faccia a faccia in Ascom (durato tre ore abbondanti)- e le esternalizzazioni non sono state riproposte. Da parte nostra, noi ci siamo detti disponibili a soluzioni alternative ai licenziamenti che prevedano la conservazione del posto di lavoro e loro (Boni era accompagnato dal consulente Alberto Costa) per la prima volta hanno accettato di ragionare con noi".

La trattativa riprenderà il 18 ottobre e si concentreràsui contenuti del piano industriale, con un secondo momento di confronto gà' programmato per il 27. Nel frattempo, riferisce Malgara Cappelli (Fisascat-Cisl), potrebbero già arrivare le proposte della societa'' per la riorganizzazione del personale part-time. "Nel caso, prima di tornare al tavolo, faremo un incontro con i lavoratori", prosegue Cappelli.
Di certo, certifica Carmelo Massari della Uiltucs-Uil, "il clima e'' cambiato rispetto al passato e c'è un maggiore senso di responsabilità".

Insomma, i licenziamenti non sono stati ritirati, ma, riferidce Alessandro Balboni (Usb) del consiglio d'azienda, lo stesso Boni avrebbe ammesso che di fatto la procedura è "sgonfiata". Quanto al bilancio, uno dei temi su cui sindacati e azienda si sono divisi, il 2016 si conferma un anno positivo: ai rappresentanti dei lavoratori Boni ha prospettato la chiusura del primo semestre con un margine operativo lordo positivo per 447.000 euro circa e l'attesa di confermare la performance nella seconda parte dell'anno. Confermate, invece, le previsioni di perdita (circa due milioni) per il 2017. "Sui bilanci serve un approfondimento serio- mette le mani avanti Festi- di certo la situazione economica e finanziaria della Fiera non è così drammatica come la si è voluta descrivere. Il bilancio 2016 nel primo semestre presenta un utile importante, vogiamo capire meglio le dinamiche economiche. La situazione è sostenibile può giustificare un piano di investimenti, necessario al suo riammodernamento". (Agenzia Dire)

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