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Assegni 'finti' e false identità, frodi creditizie in crescita

Le vittime sono di solito i 40enni. Bologna in testa alla classifica regionale e al 13esimo posto assoluto

Sempre di più. Uno studio condotto dall'Osservatorio della Centrale Rischi Finanziari ha messo in evidenza che nell’intero anno 2016 i casi di frode creditizia o emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità siano stati più di 26.100 con una perdita economica che supera i 152 milioni di Euro. Questo dato risulta in ulteriore crescita a fronte dei circa 25.300 casi rilevati nel corso dell’anno precedente, a conferma di un fenomeno in costante espansione.

Il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 399 casi che la portano ad occupare la 13^ posizione nel ranking assoluto, seguita da Parma, con 263 casi. Ferrara è invece la provincia meno colpita da questo fenomeno criminale, seppur con 99 casi registrati nel 2016, nonostante una crescita del +5,6% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, nel corso del 2016 sono stati rilevati 1.898 casi (+6,2% rispetto all’anno precedente): i

Sempre Bologna, in particolare, ha fatto segnare anche la crescita più sostenuta in regione con un eloquente +25,0% rispetto al 2015. La maggioranza delle vittime sono uomini (nel 64,3% dei casi per la precisione) mentre relativamente alla distribuzione delle frodi per classi di età, quella in cui si rileva il maggior numero di casi risulta essere ancora una volta quella compresa tra i 41 e i 50 anni, con il 26,3% del totale.

Il maggior peso delle classi più mature trova spiegazione nella tendenza da parte dei frodatori a individuare vittime che si caratterizzano per stabilità reddituale, una storia creditizia consolidata ed elevata propensione agli acquisti di beni durevoli. Da sottolineare, però, come la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento sia quella degli under 30 (+11,3%) a dimostrazione che, rispetto a quanto si potrebbe pensare, i giovani spesso si caratterizzano per abitudini poco prudenti e una ridotta attenzione verso comportamenti virtuosi che potrebbero contribuire a ridurre il rischio di subire un furto d’identità finalizzato a realizzare una frode. 

Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio di CRIF emerge che il prestito finalizzato continua ad essere di gran lunga la tipologia di prodotto di credito maggiormente colpito: il 64,27% dei casi, infatti, riguarda questa forma tecnica. In linea con il trend degli ultimi anni, si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+79%), che arrivano a spiegare il 18,5% dei casi totali.

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