Economia

Granarolo, danni dopo i blocchi dei facchini: "Produzione persa, hanno fermato la nostra azienda"

Camion bloccati dai manifestanti, il latte è rimasto nelle cisterne, andato perduto. L'azienda: "Non abbiamo licenziato nessuno, anzichè dirigere la protesta verso la cooperativa subfornitrice, hanno deciso di mirare a noi"

Mentre le proteste dei "facchini" proseguono con sit-in e l'organizzazione di un corteo nel centro città, Granarolo non rilascia ulteriori commenti, ma mette ben in chiaro le cose, spiegando l'azienda non c'entra e che ha subito un grandissimo danno visto che  "La produzione è andata persa perchè il latte dei nostri allevatori è rimasto nelle cisterne, bloccate da un gruppo di trenta persone, alcuni facchini, qualche giovano dei Cobas e il centro sociale Crash". Per chiarire la sua posizione e l'estraneità dai licenziamenti, l'azienda racconta la "sua versione".

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI DI GRANAROLO: "FERMATI I NOSTRI LAVORATORI". "Noi rispettiamo le leggi - fanno sapere da Granarolo -  allo stesso modo chiediamo legalità da tutti, dai fornitori e dai clienti. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, la legalità è il fondamento della civiltà. Dieci mesi fa una coperativa subfornitrice della cooperativa CTL (CTL gestisce la piattaforma distributiva) ha dichiarato lo stato di crisi e deliberato l'autoriduzione dello stipendio.  Un gruppo di lavoratori, anzichè dirigere la protesta verso quella cooperativa subfornitrice, ha deciso di fermare la nostra produzione e distribuzione impedendo alle cisterne di latte e ai nostri lavoratori l'ingresso allo stabilimento. Anzichè astenersi dal lavoro, aprendo una loro legittima vertenza, hanno deciso di bloccare i nostri uomini, i mezzi e le merci in entrata e in uscita dai cancelli della piattaforma dove transitano i prodotti Granarolo, mettendo in atto una serie di comportamenti che si possono configurare come reati e che siamo stati costretti a denunciare all'autorità giudiziaria, fiduciosi che avremmo avuto la meritata tutela".

LA STORIA DELL'AZIENDA. "Noi vogliamo prendere una posizione contro questi soprusi e farlo sapere alla città, ai Bolognesi che conoscono la storia ed il valore sociale della nostra azienda. Siamo nati in questa terra più di 50 anni fa per dare dignità alla fatica quotidiana dei mezzadri e sempre orientati da quello spirito originario siamo cresciuti fino a diventare un'azienda complessa, che rappresenta la filiera del latte in Italia e coinvolge oltre 2.100 lavoratori, un indotto fatto di centinaia di fornitori di prodotti e servizi, il che significa la responsabilità del reddito di una decina di migliaia di famiglie di lavoratori".

PER I LAVORATORI IN GRANAROLO, GRANDE RISPETTO E TRASPARENZA. In questo ambito, come accade in tutte le organizzazioni produttive complesse, si inserisce il tema della logistica e della movimentazione all'interno di magazzini, quasi sempre di proprietà e gestione di terzi a cui affidiamo la merce per lo stoccaggio e la consegna ai nostri clienti. A casa nostra tutto si svolge alla luce del sole e nel rispetto delle persone, dei contratti nazionali e delle norme in materia di sicurezza del lavoro. Chiunque venda un servizio al nostro Gruppo è tenuto al rispetto di norme in materia di sicurezza, di qualità, di fiscalità, di previdenza.

"La cooperativa in crisi ha comunicato alcuni provvedimenti disciplinari e il licenziamento di alcune decine di lavoratori (noi non abbiamo licenziato nessuno) impegnati in diversi cantieri presso alcune aziende cittadine. A quel punto CTL ha interrotto i rapporti con la cooperativa in questione e, pur non avendo alcun obbligo in questo senso, ha assunto direttamente tutti i facchini impegnati in piattaforma, per garantire la necessaria serenità sul lavoro".

"Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di agire per il risarcimento dei danni subiti, parliamo di cifre ingenti. Abbiamo anche accettato l'invito della Prefettura per un tavolo insieme alle Istituzioni ed altri soggetti della città per cercare una soluzione e stemperare la tensione, ma le azioni contro Granarolo non sono mai cessate.  Continuiamo a subire blocchi di uomini, mezzi e merci in entrata e in uscita dal nostro stabilimento, il boicottaggio dei nostri prodotti all'interno dei centri commerciali cittadini. Questi comportamenti danneggiano migliaia di persone ogni giorno".

L'AZIENDA SI RIVOLGE AI BOLOGNESI. Ai Bolognesi, ai nostri consumatori, alle Istituzioni cittadine vogliamo dire che alla Granarolo non è in atto nessuna vertenza sindacale, che nessuno dei nostri lavoratori sta scioperando contro la nostra azienda, che chi staziona davanti ai nostri cancelli non ha niente a che fare con noi. Granarolo è  le  2.100 persone che lavorano in tutta Italia, appartiene ai 1.000 allevatori che ogni giorno conferiscono latte fresco, per servire quotidianamente 15 milioni di famiglie italiane. Per sua natura, Granarolo è dalla parte dei lavoratori, lo è sempre stata e lo sarà anche in futuro.Noi stiamo contrastando la più grave crisi economica del dopoguerra, stiamo chiedendo a tutti uno sforzo straordinario per garantire un futuro alla nostra azienda e contiamo di potere vincere questa sfida grazie alla nostra voglia di lavorare e di farlo bene".

"Quello che sta accadendo davanti ai nostri cancelli da ormai dieci mesi non è giusto, siamo oggetto di blocchi, di boicottaggio presso i punti vendita, la nostra azienda ed i nostri dirigenti sono oggetto di accuse infamanti e di offese inqualificabili, abbiamo motivo di essere preoccupati per la sicurezza delle nostre persone. Granarolo si appella alle Istituzioni della Città per  porre fine a questo stato di cose. Ci appelliamo anche all’opinione pubblica che deve essere messa a conoscenza di quanto sta accadendo in città".

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