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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

Le serrande dipinte non sono pubblicità. Ora si pensa all'arte contro il degrado

I negozi con le serrande decorate non dovranno pagare l'imposta sulla pubblicità. Lo ha chiarito la Giunta, con una delibera. Giannini: “Abbiamo preso una decisione di buon senso". Cna pronta a proporre nuovi progetti

Le serrande dei negozi dipinte non sono pubblicità. Pertanto l'imposta sulla pubblicità non va pagata. Lo ha messo nero su bianco la Giunta comunale, approvando una delibera che chiarisce la posizione dell'Amministrazione comunale in tema di applicazione dei regolamenti "per l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità e per l'effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni" e "per la collocazione delle insegne di esercizio, dei cartelli pubblicitari, delle tende solari, degli altri mezzi pubblicitari".

Di recente erano infatti emersi dubbi, nei casi di utilizzo della serranda come superficie per disegni o decorazioni, visibili al pubblico nei momenti di chiusura dell'esercizio commerciale, sull'identificazione di essi come messaggi pubblicitari soggetti all'imposta comunale sulla pubblicità. Con questa delibera l'Amministrazione intende chiarire che le serrande non rientrano di per sé tra i mezzi pubblicitari, e pertanto non si applica l'imposta  di  pubblicità  in caso di decorazioni o disegni o altri tipi di illustrazioni diverse da loghi, nomi o scritte riconducibili al concetto di
insegna o messaggio pubblicitario. 

“Abbiamo preso una decisione di buon senso – dichiarano la vicesindaco Silvia Giannini e Matteo Lepore, assessore Economia e promozione della Città  -  un'opera  d'arte  sopra  una  serranda  di  un  negozio non è una pubblicità. Ora partiranno una serie di progetti speciali per coordinare la valorizzazione di alcune zone in accordo con i commercianti e gli artigiani del posto. Partiamo dalla Bolognina”.

SERRANDE ARTISTICHE CONTRO IL DEGRADO. Il Segretario Cinzia Barbieri soddisfatto: “Accolta la richiesta che avevamo avanzato dopo che un nostro associato era stato sanzionato”. La confederazione degli artigiani torna a ribadire che "abbellire l’esterno dell’impresa può essere un efficace contrasto al degrado". Come? 

“Uno dei mezzi per contrastare il degrado che colpisce le imprese, in particolare le scritte e gli ‘scarabocchi’ che imbrattano le serrande – spiega Cinzia Barbieri – può essere proprio l’idea di farle dipingere da artisti. Una nostra impresa associata aveva percorso questa strada, ma aveva ricevuto un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell’imposta sulla pubblicità, in quanto il disegno sulla serranda era stato interpretato come pubblicità. Il nostro ufficio delle politiche fiscali si è confrontato col Comune su questa materia, un confronto positivo che ha portato alla delibera adottata”.

Cna pensa già a come muoversi. "Si può partire da questa delibera – conclude Barbieri – per ragionare su come estendere tra le imprese la possibilità di fare dipingere artisticamente le proprie serrande. Cna si attiverà per proporre progetti sia artistici che tecnici, coinvolgendo nostri artigiani artisti e aziende che producono vernici speciali. Progetti da proporre agli imprenditori interessati a contrastare il degrado ed a migliorare l’immagine urbana della zona, partendo dalla propria serranda”.
 

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