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Economia

Just Eat: al via le prime assunzioni dei rider, presto un hub anche a Bologna

Anche indennità per l'utilizzo del proprio mezzo per le consegne, assicurazione, dotazioni di sicurezza e formazione. Verranno aperti centri, dove potranno ritirare mezzi sostenibili e incontrarsi

Just Eat, una delle grandi aziende di consegna di cibo a domicilio, avvierà le prime assunzioni dei rider a partire da marzo: si inizierà dalla Lombardia,con contratti di lavoro subordinato "Scoober" che prevede l'inquadramento dei rider come lavoratori dipendenti.

Attualmente, riferisce l'agenzia Dire, sarebbe in corso un confronto con le organizzazioni sindacali in merito all'individuazione di una disciplina collettiva che possa regolare questa forma di lavoro, nel frattempo Just Eat avvierà il nuovo modello mediante un regolamento aziendale che prevede di utilizzare diversi regimi di orario: contratti di lavoro dipendente full time, (40 ore settimanali), Part-time (variabile in base alla città e ai volumi di ordini previsti) e a chiamata.

"Volete vedere un rider 'felice'? Allora paga degna e contratto vero, il resto è fiction" 

Quanto alla retribuzione, in fase di prima applicazione, riconoscerà un trattamento non inferiore alle tabelle previste da contratti collettivi esistenti per profili ed attività analoghe, garantendo un compenso orario del valore medio di circa 9 euro., un valore indicativo che si ottiene applicando su una paga base di 7,5 euro l'ora, indipendentemente dalle consegne effettuate, il pacchetto di maggiorazioni previste dalla normativa in vigore. A tale somma si aggiungerà un ulteriore sistema di bonus legato al numero di consegne. Tale importo potrà essere aggiornato e rivisto, nella sua composizione e funzionamento, in funzione dell'esito del confronto sindacale in corso.

E' stata anche costituita una nuova realtà che coordinerà tutte le attività inerenti Scoober e si occuperà della gestione operativa e delle assunzioni dei rider con uno staff di oltre 100 figure di coordinamento e supporto costante.

Si parte dalla Lombardia con Monza, prima città in cui sarà testato il modello a partire da marzo, con l'obiettivo di valutare prima all'interno di una realtà più contenuta in termini di volumi e numero di ristoranti, il miglior funzionamento del servizio. Il progetto prevede poi di proseguire nelle città di Brescia, Verona, Parma e Reggio Emilia ed altre città dell'Emilia Romagna, per poi arrivare a Milano entro Aprile 2021 con il primo hub sul territorio italiano e un obiettivo di oltre 1.000 rider assunti nei primi 2 mesi. 

Indennità, dotazioni e formazione

Sono previste inoltre indennità per l'utilizzo del proprio mezzo per le consegne, assicurazione di responsabilità civile verso terzi e assicurazione sulla vita; indennità integrative per lavoro notturno, festività e lavoro straordinario; ferie, malattia, maternità/paternità; dotazioni di sicurezza gratuite fornite da Just Eat, come casco, indumenti ad alta visibilità e antipioggia, zaino per il trasporto del cibo, oltre agli strumenti per la pulizia dell'attrezzatura come spray e igienizzanti e mascherine. formazione relativa all'azienda, all'utilizzo dell'app Scoober, formazione sui temi della salute e della sicurezza per il trasporto degli alimenti e sicurezza stradale.

Centri logistici e di incontro per i rider

àn alcune delle 23 città in cui il servizio sarà attivo è prevista l'apertura di hub nel cuore della città, dove i rider potranno ritirare e utilizzare mezzi totalmente sostenibili di Just Eat, come scooter elettrici e e-bike. Si tratta di centri logistici e di incontro per i rider che saranno inaugurati nei prossimi mesi in diverse città, anche a Bologna

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