Economia

La Perla, asta: il Gruppo passa al fondatore di Fastweb Scaglia

Il dado è tratto, deciso il futuro dello storico marchio di lingerie di lusso bolognese e dei suoi dipendenti

Il dado è tratto, deciso attraverso l'asta odierna il futuro de La Perla, lo storico marchio di lingerie di lusso bolognese e dei suoi dipendeti. Il gruppo sarà di Sms Finance, la holding di Silvio Scaglia, che si è aggiudicato l'asta per l'acquisto dello storico marchio bolognese della lingerie di lusso.

I COMPETITOR IN LIZZA. Tre i grandi gruppi  in gara all'asta di stamattina: la base era l'offerta di Scaglia,  155 milioni e il salvataggio di 800 dipendenti su 967. All'inizio, sembrava strada spianata per il gruppo veneto Calzedonia, colosso da 2.200 dipendenti in Italia e 20.000 dipendenti in tutto il mondo, ne avrebbe evitato il fallimento mettendo sul tavolo 70 milioni di euro, un concordato preventivo depositato in Tribunale e l'accordo con le parti sociali per mantenere a Bologna produzione e progettazione. Qualche settimana più tardi arriva un'offerta al rialzo dalla società Sms Finance Sa di Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb e già patron di Elite Model World, controllata dalla holding con sede in Lussemburgo e prorpietaria del marchio Malizia e Marvin, già detenuti da La Perla: l'offerta questa volta è di 100 milioni, poco sopra il suo attuale fatturato.

I DUE CONTENDENTI. Come riporta l'agenzia Dire, Saglia ha sottolineato: "Noi non siamo un fondo, io sono un imprenditore. Per me è una sfida personale in cui investo molto. c'è molto da fare sia dal punto di vista del lavoro che degli investimenti, l'azienda ha sofferto moltissimo negli ultimi anni, ma il marchio è grandioso e faremo di tutto per rilanciarlo". "Povera Perla senza pace" dichiara Sandro Veronesi, a capo di Calzedonia "mi dispiace per i dipendenti che ci hanno sostenuto... Era troppo, La Perla è un bel marchio, è un'azienda vecchia che va ristrutturata, se non fosse da ristrutturare andrebbe già bene ... Scaglia ha promesso che mantiene tutti i posti, vediamo se è in grado di mantenere. Noi garantivamo 432 persone della sede di Bologna e il personale delle reti di negozi". Parlando con i giornalisti all'uscita dall'aula, l'imprenditore veneto ha ribadito di essere dispiaciuto del nuovo stop all'acquisto di La Perla, sottolineando di aver presentato un piano industriale dopo averla studiato a lungo, e di aver il know how per il suo rilancio. "Se domani mi metto a fare telefoni, io ci metto due anni a capire di cosa sto parlando, e non so se Scaglia ha questa 'infusione' dall'alto".

LE REAZIONI. "Meraviglia" è la prima parola pronunciata da una lavoratrice La Perla contattata telefonicamente da Bologna Today "tutti avremmo preferito Veronesi, Calzedonia, ma al momento c'è troppa confusione nelle nostre teste, anche il piano industriale è da definire. Cosa possiamo dire? Che ha anche lui un cognome italiano..."

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