Laureati all'Alma Mater: dopo 5 anni il 90% lavora

E' l'identikit delineato dal rapporto di AlmaLaurea, giunto quest'anno alla sua 22esima edizione

Anche se il posto fisso resta l'obiettivo più arduo, gli studenti dell'Università di Bologna sarebbero in regola con il corso di studi, più soddisfatti, con maggiore esperienza all'estero e con maggiori possibilità di lavoro dei loro colleghi italiani.

E' l'identikit delineato dal rapporto di AlmaLaurea, giunto quest'anno alla sua 22esima edizione. In particolare, l'indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato 33.106 laureati dell'Ateneo di Bologna usciti nel 2014 e nel 2018, a uno e cinque anni dal titolo accademico.

Per quanto riguarda i laureati triennali, un terzo non si è iscritto a un nuovo corso. A un anno dal titolo il tasso di occupazione è del 73,7%. Tra gli occupati, il 20,8% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 20,9% ha invece cambiato lavoro. Il 58,2% ha iniziato a lavorare solo dopo la laurea. Il 19,7% degli occupati ha un impiego a tempo indeterminato, il 45,2% ha un'occupazione non stabile, il 12% è autonomo e il 27,3% è part-time. Per i laureati di secondo livello, invece, il tasso di occupazione è del 73,2% (la media nazionale e' del 71,7%). Il 18,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 15,6% ha invece cambiato lavoro. Il 65,4% ha iniziato a lavorare solo dopo la laurea. Il 20,6% degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato, mentre il 37,4% ha un lavoro non stabile. Il 10,1% svolge un'attività autonoma. La retribuzione è in media di 1.258 euro mensili netti. Tra i laureati del 2014 a cinque anni dalla laurea invece il tasso di occupazione è dell'89,5% (contro il 86,8% nazionale). Chi ha un contratto a tempo indeterminato è il 54,6%, mentre chi ha un lavoro non stabile è il 19%. Il 17% svolge un lavoro autonomo, il 13% è part-time. Le retribuzioni arrivano in media a 1.522 euro mensili netti. 

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La maggior parte dei laureati dell'Alma Mater di Bologna a cinque anni dal titolo (il 71,7%) è inserito nel settore privato, mentre il 21,6% nel pubblico. La restante quota (6,3%) lavora nel non-profit. L'ambito dei servizi assorbe il 75,3% dei laureati occupati, mentre l'industria ne accoglie il 22,2%. Solo l'1,6% lavora nell'agricoltura.

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Il corso di studi 

Per quanto riguarda invece il profilo degli studenti, l'indagine AlmaLaurea ha preso in esame oltre 19.058 laureati dell'Università di Bologna. Il 67,3% ha chiuso gli studi entro i tempi previsti, contro una media nazionale del 55,7%. In particolare, si laurea in corso il 68,4% degli studenti della triennale, il 69,6% alla magistrale e il 56,8% nei corsi a ciclo unico. Il 15,6% ha anche svolto un'esperienza di studio all'estero, contro l'11,2% nazionale. Inoltre, il 5,6% dei laureati è di cittadinanza non italiana (più alla magistrale che alla triennale), in aumento rispetto all'anno scorso e sopra la media nazionale del 3,7%. Sempre alta la quota di fuorisede: il 45,7% dei laureati dell'Alma Mater viene da fuori regione (la media nazionale è al 23%) e sono più della metà degli studenti delle magistrali (il 54,3%). Infine il 90,8% dei laureati si dichiara soddisfatto dell'esperienza all'Alma Mater (era l'89,7% lo scorso anno). In particolare, l'88,4% è contento del rapporto coi docente e l'87,7% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. Inoltre, l'80,9% dei laureati considera le aule adeguate. Il 74,2% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 14,1% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso. (dire)

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