Lavoro, migliaia assunzioni in regione, ma c'è anche emergenza cassa integrazione

Se da un lato le prospettive sono ottimistiche per il futuro, con lavori nell'industria 4.0 e nella intelligenza artificiale, dall'altro alla Magneti Marelli gli operai annunciano sciopero per i 900 posti in cassaintegrazione

Tra settembre e novembre le imprese dell'Emilia-Romagna prevedono 103.000 assunzioni, 25.000 nel manifatturiero. Secondo l'indagine Excelsior (Unioncamere-Anpal) il 36% dei profili è considerato di difficile reperimento, il 22% per mancanza di candidati, il 14% per preparazione inadeguata.

I numeri rivelano la crescita delle ricerche di profili professionali non tradizionali, alcuni assolutamente inediti come l'esperto di 'fog computing' o di 'growth haking'.
Per lo più si tratta di profili nel campo delle nuove tecnologie e dell'informatica (dalla realtà virtuale all'intelligenza artificiale, passando per big data e meccatronica). "Il 65% degli studenti svolgerà un lavoro che non eè ancora stato inventato", ricorda Unioncamere.

"Tra vecchie e nuove professioni nel 2019 l'occupazione in Emilia-Romagna crescerà del 2%", conferma il vicesegretario generale Guido Caselli. Nel frattempo la disoccupazione scenderà al 5,6%, con una previsione del 5,3% per il 2020. Se si guarda anche alle nuove attività imprenditoriali, "alcune non sono classificabili in base alle categorie dei manuali camerali", ammette. Il rallentamento dell'economia regionale, però, potrebbe avere delle ricadute sul mercato del lavoro. L'indagine di Confindustria su 428 imprese rileva per il secondo semestre dell'anno segnali di artretramento, con il 71,5% degli imprenditori che si aspetta stazionarietà e un saldo tra ottimisti e pessimisti in calo. (Vor/ Dire)

Dall'altra parte della medaglia però c'è la dura realtà del presente. Scatta infatti lo sciopero alla Marelli di Bologna contro il massiccio ricorso alla cassa integrazione deciso per gli stabilimenti del capoluogo emiliano e di Crevalcore (in tutto coinvolgerà 910 addetti): per dopodomani giovedì 9 ottobre i lavoratori di via Timavo sono chiamati ad incrociare le braccia per quattro ore. Sull'impiego della cig, a Bologna e in altri stabilimenti italiani della Marelli (passata da Fca a Calsonic Kansei), la Fiom ha chiesto un chiarimento ai massimi livelli. ma non è disposta, e con lei i lavoratori, a star ferma ad attendere gli eventi. "Non possiamo più aspettare: chiediamo rispetto e futuro. Dobbiamo difendere i nostri salari ed i nostri posti di lavoro", recita il volantino che annuncia lo stop di dopodomani. (Dire)

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