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Crisi: in ripresa il mercato del lavoro, ma cala il reddito pro-capite

Il tasso di occupazione risale al 69,3%. Diminuisce anche la disoccupazione giovanile (al 39%). Il reddito pro capite però scende dell'8%. Previsioni rosee per il Pil. Unioncamere positiva: 'Bologna nel prossimo triennio crescerà più delle altre città'

A Bologna la crisi rallenta e si ricomincia a respirare, anche grazie alla previsione di un aumento del Pil l'anno prossimo dell'1,3%. In ripresa è anche il mercato del lavoro, anche se ben lontano dai livelli pre-crisi e con un problema grave ancora irrisolto: la disoccupazione giovanile, rimasta a livelli "mostruosi".
E' questo il quadro che emerge dai due rapporti presentati ieri in Città metropolitana sul mercato del lavoro e sulle dinamiche socio-economiche nel 2014 a Bologna e provincia. Presenti sindaco e vicesindaco metropolitani, Virginio Merola e Daniele Manca. Bologna, spiega il direttore del Centro studi Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli, "è tra le quattro-cinque città che hanno tenuto meglio tra il 2008 e il 2014", cioè negli anni della crisi. "E nei prossimi tre anni crescerà più delle altre città- assicura Caselli- per l'anno prossimo è stimata una crescita del Pil dell'1,3%".

Cio' non toglie che in questi anni Bologna abbia sofferto, come dimostra "il calo dell'8% del reddito pro-capite, al netto dell'inflazione".
Allo stesso modo, rispetto al 2008, "il volume d'affari nei settori delle costruzioni e dell'artigianato è calato del 30%". E "negativo" è stato l'andamento anche per il manifatturiero e il commercio.
Però, sottolinea Caselli, "ci sono margini di crescita sull'export (già in aumento del 4% nel 2014 rispetto all'anno prima, ndr) e il turismo. La Cina è già il secondo mercato per il settore turistico bolognese, con una crescita del 15%. E tra pochi anni sarà il primo mercato per Bologna". Insomma, secondo Unioncamere, il capoluogo emiliano "può essere capofila per sperimentare nuovi modelli di sviluppo".

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, spiega Giorgio Tassinari, docente di Statistica aziendale all'Alma Mater di Bologna, migliorano nel 2014 sia il tasso di occupazione, che risale al 69,3%, sia il tasso di disoccupazione che scende di un punto percentuale e si attesta al 7%. La crescita degli occupati riguarda soprattutto il settore industriale (+12.000), mentre continua ancora l'emorragia nelle costruzioni e in agricoltura. Migliora il livello di disoccupazione giovanile, che dal 46% del 2013 è sceso al 39% dell'anno scorso. "Si tratta comunque di livelli mostruosi", afferma Tassinari. La situazione dei giovani senza lavoro a Bologna è però peggiore rispetto all'Emilia-Romagna (35%), segno che sotto le Due torri quello della disoccupazione giovanile "è un problema specifico".
Risultano in calo anche le procedure di crisi e le ore di cassa integrazione. "Questi dati confermano la naturale conformazione di Bologna come hub dell'intero sistema regionale- afferma Manca- un ruolo che possiamo giocare anche a livello europeo. Bologna ha propensioni di crescita e di investimento significative, è tra le città in Italia e in Europa più propense ad attarre investimenti". Per questo, sottolinea il vicesindaco metropolitano, "Bologna può avere un ruolo di traino per tutta l'Emilia-Romagna".

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