Economia

Lavoro e disoccupazione, Bonaccini: 'Emergenza occupazionale, primo impegno della Regione'

In Regione il nuovo anno si apre all'insegna dei buoni propositi. "Dai dati Unioncamere, c'è un segnale di vitalità dell'economia previsto nel primo trimestre dell'anno. Sapremo coglierlo". Intanto i numeri sulla disoccupazione nel bolognese non sono affatto rassicuranti

?"L’impegno della Regione Emilia-Romagna già nel mese di febbraio, all’indomani della prima assemblea legislativa, sarà quello di affrontare l’emergenza del lavoro." E' questa la promessa del nuovo presidente della Regione Stefano Bonaccini, per far fronte alla situazione critica del mondo del lavoro anche in Emilia Romagna.  

L'anno nuovo e la nuova era politica regionale si apre così all'insegna dei buoni propositi. "Opereremo giorno per giorno per creare una buona occupazione - ha detto ancora Bonaccini, aggiungendo: "Un impegno che mi sento di assumere anche al netto di iniziative che prenderemo nelle prossime settimane sulle Province e nel bilancio di previsione regionale”.

“Come ci dicono i dati di Unioncamere, c’è un segnale di vitalità dell’economia regionale previsto nel primo trimestre dell’anno - continua Bonaccini – Sono certo che l’Emilia-Romagna saprà coglierlo e interpretarlo come ruolo di traino nella ripresa del mercato occupazionale del Paese. Da qui confermo il nostro impegno, subito dopo l’Assemblea, ad incontrare le parti sociali”

DISOCCUPAZIONE, DATI ALLARMANTI A BOLOGNA. Intanto, a fronte delle promesse e dei segnali beneauguranti, c'è di concreto, ad ora, solo la situazione difficile che il Comune di Bologna si è trovato difronte. Stando ai dati snocciolati dai sindacati, a fine settembre erano 96.477 i disoccupati presenti in provincia di Bologna, considerando come tali gli iscritti ai Centri per l'impiego (Cip): stimando un ulteriore aumento negli ultimi tre mesi dell'anno, "ad oggi abbiamo raggiunto il record storico di 100.000 disoccupati. Un dato impressionante", affermava il segretario della Cisl, Alessandro Alberani, nella tradizionale conferenza di fine anno in via Milazzo.
Al 30 settembre, i disoccupati erano aumentati del 5,59% rispetto alla stessa data dell'anno precedente. Ma e' l'incremento rispetto al 2008, dunque prima dell'inizio della crisi, che colpisce di piu': all'epoca i disoccupati erano 40.496 e si e' registrata, dunque, un'impennata del +138%. "Anche se c'e' un minimo di ripresa, questo- commenta Alberani- non lo si rileva nei dati sulla disoccupazione".
La fotografia degli iscritti ai Cip vede calare la prevalenza di donne (dal 58% del 2008 al 56%), mentre aumenta di poco la percentuale di stranieri (dal 26% al 27%). La fascia di eta' piu' colpita e' quella tra i 35 ed i 44 anni (27,7%), seguita da quella 25-34 (23%) e da quella 45-54 (22,6%). Aggiungendo il 7,5% relativo alla fascia 16-24, la Cisl rileva come i giovani rappresentino circa un terzo del totale dei disoccupati. Aumentano le difficolta' soprattutto per chi ha titoli di studio elevati: il 12,2% degli iscritti ai Cip ha un titolo universitario con un aumento del 15,2% rispetto all'anno precedente, un altro 4,13% possiede un diploma universitario o una laurea triennale e l'increm

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lavoro e disoccupazione, Bonaccini: 'Emergenza occupazionale, primo impegno della Regione'

BolognaToday è in caricamento