Sblocco licenziamenti e stop Cig, i sindacati: "Proroghe necessarie, ma servono riforme. Sarà un 2021 molto complicato"

Il 2021 si apre con uno scenario non diverso da quello dell'anno passato con il paese che attraversa una crisi economica tra le più pesanti. Ne abbiamo parlato con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil

Stop al blocco dei licenziamenti e alla Cassa Integrazione, con una ipotesi di proroga per le imprese colpite dalla pandemia. Il 2021 si apre con uno scenario non diverso da quello all'anno passato con il nostro paese che attraversa da una delle crisi economiche più pesanti.

Crollo del PIL, perdità di produttività, crisi di liquidità e chiusure definitive per le imprese e impennata di ore di cassa integrazione per i lavoratori. Cosa si profila dunque in questo nuovo anno per imprese e lavoratori?

Ne abbiamo parlato con i segretari regionali dei sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil che il 15 gennaio incontreranno la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. 

Con la scadenza della proroga del blocco licenziamenti, cosa si prevede a Bologna e in Emilia-Romagna?

Segretario Generale Cgil- Er, Luigi Giove: "Abbiamo sottoscritto il "Patto per il lavoro e il clima" che ha dei contenuti importanti e sfidanti per lo sviluppo futuro, con un impegno rilevantissimo: in questa regione tutte le organizzazioni datoriali e sindacali hanno convenuto che non si procede alla riduzione del personale in forma unilaterale, quindi si utilizzano prima tutti gli ammortizzatori, con una gestione condivisa del riassetto complessivo dei livelli occupazionali. Riteniamo che sia un segnale di coesione per le forze economiche e sociali di questa regione di fronte a una situazione di stress dell'economia.

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C'è tanta depressione, stiamo affrontando un problema mai visto, in una regione come la nostra ci sono migliaia di persone che hanno visto ridurre o azzerare il proprio reddito e non vedono prospettive. Su questo tutti dovrebbero essere impegnati, a partire dalla politica, perché questa condizione, se non è governata, poi ognuno le soluzioni le cerca da sé, è una fase importante. E' necessario evitare che pezzi della popolazioni si sentano isolati. Sarà un 2021 molto complicato, serve una grande opera di ricostruzione. 

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Nell'incontro del 15 tra le organizzazioni sindacali e la ministra del lavoro inizieremo la discussione sulla la riforma degli ammortizzatori sociali e su come affrontare le scadenze di marzo. Pensiamo che sia necessario mettere mano agli ammortizzatori in termini universalistici, per garantire una copertura anche per il 2021, gli strumenti attuali non sono adeguati a gestire una situazione di crisi. Sui licenziamenti chiediamo che il blocco venga prorogato anche parzialmente per garantire per garantire continuità occupazionale ai lavoratori". 

Segretario Generale Cisl - Er, Filippo Pieri: "Non abbiamo una stima precisa sui numeri, le aziende potrebbero aprire delle procedure per ridurre il personale. Sicuramente la pandemia ha messo in difficoltà molte imprese, ma non escludiamo che qualcuno possa approfittarne, in casi giustificati in altri meno. Prevediamo anche numeri consistenti perchè già un pezzo importante di occupazione si è ridotta (sotto i 2milioni in Emilia-Romagna), poi ci sono i lavoratori a termine, gli stagionali...

Poco prima di Natale abbiamo però sottoscritto il "Patto per il lavoro e per il clima", istituzioni sindacati e associazioni imprenditoriali si impegnano a non procedere con azioni unilaterali, utilizzando il più possibile tutti gli strumenti a disposizione, ad esempio la cassa integrazione. 

Segretario Generale Uil - ER, Giuliano Zignani: "Al momento nulla di buono perché l’incertezza regna sovrana. Nonostante il pressing di Confindustria sul Governo per mettere mano ai licenziamenti e nonostante una parte stessa del Governo fosse favorevole a questo, la lotta sindacale è riuscita a bloccare questa pessima decisione. Decisione che, però, è soltanto rimandata al 31 marzo, non annullata.

Cosa accadrà dopo? Non si sa. Peccato che con l’incertezza non si governi un paese che necessita di politiche a breve, ma ancora più a medio e lungo respiro.
Da mesi come Uil chiediamo all’esecutivo di aprire un confronto con noi per individuare una giusta via che gestisca quello che non è solo un problema economico o produttivo, ma prima ancora sociale. Se dopo 31 marzo, le imprese faranno partire le lettere di licenziamento, migliaia di persone saranno senza un reddito, quindi a rischio di una povertà che ormai sta dilagando. Il che è inaccettabile. Ci sono anche delle opportunità in questa fase, come l'utilizzo dei fondi europei, dipenderà anche da noi, ma previsioni non è possibile farne, nma se sbagliamo questa sarà davvero difficile. 

In Emilia Romagna, pur nella tragica precarietà della situazione, un passo avanti è stato fatto. Un passo né piccolo né di poco conto. E’ una soluzione-argine ai licenziamenti: l’abbiamo trovata e messa nero su bianco nel "Patto per il lavoro e per il clima" siglato con la Regione. In quel documento, sottoscritto da Regione, sindacati e associazioni datoriali, è stabilito che in Emilia Romagna, non vi possano essere licenziamenti unilaterali. Tradotto, le imprese non possono liquidare un lavoratore se non previa trattava con i sindacati. Certo non è una risposta strutturale al problema, ma è pur sempre una risposta concreta che, al pari del ricorso agli ammortizzatori sociali, ai contratti di solidarietà e alla sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, può indicare una
strada per uscire prima e meglio dalla crisi economica causata dalla pandemia". 

La ministra Catalfo ha ipotizzato una eventuale proroga solo per le aziende in crisi ...

Segretario Generale Cgil- Er, Luigi Giove: "Il semplice superamento superamento del blocco dei licenziamenti, senza garantire una copertura sarebbe insostenibile dal punto di vista sociale".

Segretario Generale Cisl - Er, Filippo Pieri: "Crediamo sia importante prorogare blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione almeno per tutto il periodo di crisi pandemica, non solo per le aziende in crisi, ma anche per quelle che non lo sono, in modo da poter affrontare questo periodo. Il binomio fino ad ora ha funzionato".

Segretario Generale Uil - ER, Giuliano Zignani: "Mi riaggancio a quanto detto prima: se al blocco dei licenziamenti non si desse una risposta strutturale in termini anche di riforma, è inevitabile chiederne il prolungamento. Siamo in piena pandemia, milioni di italiani vivono grazie agli ammortizzatori sociali, e il Governo che fa: come unico rimedio getta altri lavoratori sulla strada? Non
voglio neppure ipotizzarlo". 

A marzo è in scadenza anche la CIG. La ministra ha parlato di Cassa integrazione legata alla perdita di fatturato. Cosa si prevede?

Segretario Generale Cgil- Er, Luigi Giove: "Di sicuro serve un a proroga degli strumenti straordinari. Anche in passato c'è stata una distinzione che riguardava non tanto gli acessi agli strumenti, quanto il costo di quegli strumenti per le imprese, che era dunque proporzionale alla perdita di fatturato. Siamo disponibili a questo tipo di discussione, purchè vi sia una riforma degli ammortizzatori sociali. Se c'è una cosa che la pandemia ci ha consegnato è che solo una parte minoraritaria di lavoratrici e lavoratori hanno diritto a una copertura retributiva. Possiamo sì continuare a ragionare in termini straordinari, ma è necessario pensare anche al futuro e a riformare il sistema della cassa integrazione". 

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Segretario Generale Cisl - Er, Filippo Pieri: "Al 31 marzo non abbiamo risolto i nostri problemi, anche se tutti siamo contenti che sia iniziata la campagna vaccinale. Questo ci darà più tempo per mettere a punto nuovi strumenti e politiche attive per il lavoro anche a fronte di tante altre trasformazione, come il digitale e l'economia sostenibile, per poter quindi riqualificare i lavoratori". 

Segretario Generale Uil - ER, Giuliano Zignani: "Purtroppo anche qui, nulla di buono se non un disastro. Da aprile a ottobre 2020, in Emilia Romagna, si sono consumate 337.971.370 milioni di ore di cassa integrazione. In particolare, nella provincia di Bologna, le ore di cig utilizzate ammontano a poco meno di 20 milioni di ore. Ciò significa che, contando una media mensile, ogni trenta giorni l’Inps ha autorizzato almeno due milioni di ore. 

Questo è il dato di fatto, non certo incoraggiante, da cui partire. E mi riferisco alla sola Emilia Romagna. Ora la ministra discetta molto, ma ahimé non con le parti sociali. E’ un po’ un soliloquio.

Quello che sta accadendo da ormai un anno a questa parte, se non vogliamo guardare al 2008, dimostra come la cassa integrazione abbia rappresentato la sopravvivenza per migliaia di persone che altrimenti, ora, sarebbero sul lastrico. Certo ci sono stati vergognosi ritardi nell’erogazione, ma questo dimostra come gli ammortizzatori sociali siano una salvaguardia della tenuta sociale.

Ecco perché non si può parlarne a spot e soprattutto considerando solo una fetta di lavoratori. Gli stagionali? La partite Iva? Perché non vengono mai considerate se non in termini di bonus. Per non parlare della Naspi che va modificata. Insomma, occorre una riforma complessiva. Riforma che, per definizione, è un quadro
che tiene insieme le singole parti". 

Si parla di Cassa integrazione unica...

Segretario Generale Cgil- Er, Luigi Giove: "Non credo sia possibile arrivare a una cassa integrazione unica, per tutti, ma si deve arrivare a una coperura universale per tutti, considerando anche lavoratrici e lavoratori non subordinati, quindi partite iva, intermittenti... Tutte quelle tipologie di lavoro che abbiamo imparato a definire 'atipico'". 

Segretario Generale Uil - ER, Giuliano Zignani: "Non ha alcun senso ipotizzare una Cassa legata alla perdita di fatturato oppure una cassa unica: occorre una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali che, ricordo, non sono una gentile concessione dell’Inps, ma un diritto dei lavoratori ed ha una forte valenza sociale".

Segretario Generale Cisl - Er, Filippo Pieri: "Ci sono troppi strumenti diversificati tra loro, dal punto di vista burocratico è un caos. Una delle ipotesi in discussione con il Governo è anche quello, non parlo di uno strumento unico per tutte le imprese, ma di una cassa integrazione universale che possa coprire tutti i dipendenti, anche gli autonomi. Ci sono ancora lavoratori scoperti". 

Infine, l'assegno universale per le famiglie ... Lo ritiene un provvedimento efficace? 

Segretario Generale Cgil- Er, Luigi Giove: "Era una delle nostre richieste, ora bisogna capire se è vantaggioso o meno".

Segretario Generale Uil - ER, Giuliano Zignani: "La ministra parla per spot. Assegno universale? Intende un allargamento del reddito di cittadinanza o una nuova forma assistenziale? Non si sa. Qui non c’è un’idea generale di dove si voglia portare il Paese: si aggiungono pezzetti che, spesso, sono in contrasto tra loro. Quindi si mette la toppa che è peggio del buco. Il tutto scassando il già malridotto bilancio dello Stato". 

Segretario Generale Cisl - Er, Filippo Pieri: "Noi abbiamo dato un giudizio positivo, da diverso tempo chiediamo uno strumento che sostenga in modo efficace le famiglie con figli. Dobbiamo aiutare a incrementare la natalità in realtà abbiamo un sistema che aiuta le famiglie in modo spezzettato, con questo meccanismo ci sarebbe uno strumento unico che evita dispersioni su mille fronti. Speriamo che nell'applicazione non ci siano penalizzazioni, ovvero che non si sia qualcuno che ci persa". 

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