Economia

Stop blocco dei licenziamenti, Uil: "In Emilia-Romagna a rischio fino a 200mila posti di lavoro"

Il segretario Zignani lancia nuovamente l'allarme: "In queste ore stiamo parlando dello 0,2% o 0,3% in più o in meno alle prossime elezioni. Molti stanno giocando sulla pelle di lavoratori e cittadini"

In Emilia-Romagna saranno a rischio fino a 200.000 posti di lavoro. E' l'allarme lanciato dal segretario regionale della Uil, Giuliano Zignani, nel corso di un'intervista a Ciao Radio. A peggiorare le cose, la crisi di Governo aperta da Italia viva: "Francamente faccio fatica a comprendere, non voglio entrare nel tritacarne della politica ma sta di fatto che abbiamo scadenze importanti a partire dal blocco dei licenziamenti", ha detto Zignani.

Senza un accordo prima di fine marzo, in Italia "rischiamo 1,5 milioni di lavoratori che perdono il posto", afferma "e se li rapportiamo all'Emilia-Romagna, che è una delle regioni più virtuose e industrializzate con un tasso di occupazione elevato, rischiamo seriamente 150.000 o 200.000 lavoratori che rischiano il posto ed è tantissimo".

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Finora, insieme al blocco dei licenziamenti, a "salvare la situazione" è stata la cassa integrazione, continua Zignani: "In Emilia-Romagna, da aprile a ottobre, sono stati autorizzati 357 milioni di ore e per la prima volta nella storia abbiamo registrato un numero così elevato" quindi avverte "occorre un accordo a livello nazionale perchè il blocco dei licenziamenti vada avanti e perchè prima si utilizzino tutti gli ammortizzatori sociali", arrivando anche a "parlare di riduzione dell'orario di lavoro".

"Peccato però che in queste ore "stiamo parlando dello 0,2% o 0,3% in più o in meno alle prossime elezioni", attacca il sindacalista: "Molti stanno giocando sulla pelle di lavoratori e cittadini".

Sul blocco dei licenziamenti e lo stop alla cassa integrazione, Bologna Today ha interpellato Zignani, insieme agli altri segretari dei sindacati confederali: "Con l’incertezza non si governa un paese che necessita di politiche a breve, ma ancora più a medio e lungo respiro. Se dopo 31 marzo, le imprese faranno partire le lettere di licenziamento, migliaia di persone saranno senza un reddito, quindi a rischio di una povertà che ormai sta dilagando. Il che è inaccettabile. Ci sono anche delle opportunità in questa fase, come l'utilizzo dei fondi europei, dipenderà anche da noi, ma previsioni non è possibile farne, ma se sbagliamo questa sarà davvero difficile" rileva il segretario Uil "in Emilia Romagna, pur nella tragica precarietà della situazione, un passo avanti è stato fatto. E’ una soluzione-argine ai licenziamenti: l’abbiamo trovata e messa nero su bianco nel 'Patto per il lavoro e per il clima' siglato con la Regione. In quel documento, sottoscritto da Regione, sindacati e associazioni datoriali, è stabilito che nella nostra regione non vi possano essere licenziamenti unilaterali".

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