lsu tra anticorruzione e politica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

E’ un momento della storia italiana dove tutto accade,tutto è possibile,dove silenziosamente spariscono i diritti,dove tutto passa in “cavalleria” o se preferite a “tarallucci e vino”.Prendiamo l’esempio del “meraviglioso progetto”scuolebelle -così esclamò il fu sottosegretario al Miur Davide Faraone –l’USB per bocca del sottoscritto rispose,attraverso la stampa, che si trattava di una cagata pazzesca -Crazy shit- come ama dire il mio caro amico Aaron.Ma partiamo dalla “centrale acquisti” della pubblica amministrazione CONSIP,essa opera nell’esclusivo interesse dello Stato. Per chi legge,CONSIP dovrebbe naturalmente vigilare oltre che erogare denaro pubblico. Oggi la sigla CONSIP impazza su tutti i media,scrive L’Espresso: “Corruzione in atti giudiziari”: trema il Consiglio di Stato. Nuovo esplosivo filone dello scandalo Consip. L’inchiesta si concentra su una presunta compravendita di sentenze nella giustizia amministrativa. Ed ancora Il Fatto Quotidiano: corruzione e turbativa d’asta. Sono i reati per i quali si procede nel filone dell’inchiesta Consip sul più grande appalto d’Europa.Che qualcosa non funziona,si evince dai toni politici,dal silenzio di una parte politica, “nenti vitti nenti sacciu”-niente ho visto e niente so- dal grido di allarme di una parte piccola e fragile politica“arruspigghiativi c’è fetu” –svegliatevi c’è qualcosa che puzza- Tra queste strane puzze,emerge prepotentemente l’utilizzo dei lavoratori ex lsu ata nel progetto scuolebelle.Chi fa di mestiere il pittore,il decoratore,sa che per pitturare una stanza di 100 mq occorre una certa quantità di colore. Per togliere la ruggine di un cancello,a secondo dei metri, occorre una certa quantità di antiruggine. Chi firma i contratti (i dirigenti scolastici) dovrebbero controllare che i prodotti utilizzati per dipingere l’aula dove i nostri figli passano le ore a studiare siano a norma. Che la quantità del materiale utilizzato sia consono alla superficie da lavorare. Che vengano affettivamente utilizzati i lavoratori ex lsu-ata e non ditte esterne.Che vengano effettivamente utilizzati i lavoratori in base ai posti accantonati. Che vengano rispettati i parametri della normativa sulla sicurezza. Alcuni dirigenti scolastici da me interpellati,hanno risposto che gli ex lsu non sono loro dipendenti.Sbagliano,questi lavoratori sono di tutti noi,sono dello Stato,delle Regioni,delle Province,dei Comuni. I dirigenti scolastici dovrebbero “incazzarsi” nel sapere che quei lavoratori sono sottopagati,”sfruttati”calpestati,da una politica che ha messo in piedi un sistema “lavorativo” che non avrà sbocchi occupazionali,che lascerà l’amaro in bocca a centinaia di “vecchietti”lavoratori che sperano in una degna pensione. L’USB in tutto questo non è rimasta con le mani in mano,ha più volte scritto all’ANAC (per capirci l’Anticorruzione di Cantone) la quale è stata messa al corrente della “questione scuole”tramite l’invio del LIBRO NERO. A distanza di qualche mese l’ANAC scrive a USB.”E pur si muove!” (Frase pronunciata da Galileo Galilei al tribunale dell’inquisizione).ANAC scrive che la questione è in continuo monitoraggio. All’ANAC abbiamo detto che i lavoratori con questo progetto non campano,all’ANAC abbiamo detto,carte alla mano, che questo sistema di appalto risulta essere più oneroso, rispetto ad una internalizzazione degli stessi.All’ANAC abbiamo detto che non c’è garanzia per il futuro occupazionale degli addetti che da oltre 20 anni operano nelle Scuole come veri precari, prima lsu senza contributi e ora con contratti part-time con 35 ore settimanali di lavoro e con flessibilità oraria selvaggia e per meno di 900 euro al mese. L’USB non si limita a scrive a Cantone,ma scomoda anche la politica,alla quale chiede la fine dello sfruttamento a cui sono quotidianamente sottoposti nelle aziende appaltatrici, con riduzioni di salario e mancati pagamenti, con spropositati aumenti dei carichi di lavoro dei servizi di pulizia, con trasferte a carico dei lavoratori, lavoratori ultracinquantenni che con ridicoli corsi di formazione fatti in pochi giorni sono comandati dalle aziende ad eseguire lavori di manutenzione e decoro costretti ad operare in condizioni di sicurezza sui cantieri anch'esse precarie, comandati anche i giorni festivi a trasferte a decine di km da casa senza i giusti rimborsi e maggiorazioni.Alla politica abbiamo chiesto una vera garanzia della qualità dell'occupazione e del servizio nelle scuole attraverso l'assunzione diretta degli attuali addetti ex-lsu e c.d. storici assumendoli come personale ata sui posti per essi accantonati e reinternalizzando il servizio, con benefici anche rispetto alla gestione del personale e alla gestione diretta da parte dei dirigenti scolastici.Un risparmio di circa 200 milioni anno dell'attuale spesa in appalto, investibile sia per agevolare la fuoriuscita e pensionamento per i vicini all'età pensionabile sia per incrementare gli organici scolastici e senza dover ricorrere a risorse aggiuntive. Aldo Mucci USB lavoro privato

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