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Maccaferri, sit-in in piazza: "Paura per esodo lavoratori. Le persone che scelgono di rimanere sono sempre meno”| VIDEO

La temperatura rovente non ha fermato oggi una cinquantina di lavoratori delle aziende del gruppo, che hanno avviato un presidio davanti al Nettuno per chiedere che la loro situazione venga risolta e che il gruppo industriale, e il destino dei lavoratori, vengano salvaguardati

 

Nuovo capitolo dell’odissea dei lavoratori del gruppo Maccaferri. La temperatura rovente non ha fermato oggi una cinquantina di lavoratori delle aziende del gruppo (Samp, Officine Maccaferri e Seci), che hanno avviato un sit in davanti al Nettuno e uno sciopero di 8 ore per chiedere che la loro situazione venga risolta e che il gruppo industriale, e il destino dei lavoratori, siano salvaguardati dalle istituzioni politiche, istituzionali e finanziarie. Una piccola parte delle centinaia di persone e di famiglie che non riescono ad avere certezza sul futuro. In merito, la prossima settimana, mercoledì probabilmente, si dovrebbe tenere un incontro in Regione.

“I guai sono iniziati del 2019- ci racconta Marco Colli segretario della Fiom di Bologna - ... con il tempo sta venendo a mancare la liquidità... In aggiunta c’è stata la recente accusa di bancarotta fraudolenta”. A raccontarci la situazione nelle Officine Maccaferri Spa c’è Martina Soragni, rappresentante sindacale che, tra le altre cose, parla di coloro che si stanno già guardando intorno e delle preoccupazioni di chi invece continua a credere che le cose prima o poi si risolveranno, che a quanto dice sono sempre meno. “Oggi - spiega Soragni -abbiamo deciso di partecipare a questo sciopero perchè le notizie che si stanno susseguendo non fanno che incrementare le preoccupazioni dei lavoratori. Le notizie positive comunicate sono in contrasto con la realtà dei fatti e quindi abbiamo deciso di manifestare la nostra preoccupazione. Siamo contenti del riscontro positivo che abbiamo avuto dalla Regione, speriamo di portare il nostro caso ad un tavolo con un certo tipo di interlocutori. Il lavoro va avanti con difficoltà, è inutile negarlo. La società è coinvolta in una procedura di concordato che ovviamente ha tutta una serie di implicazioni. Il covid non ci ha aiutato. Noi continuiamo a fare quello che è il nostro lavoro di supporto alle realtà produttive locali. Cerchiamo di mantenere la normalità  ma non si negano diverse difficoltà organizzative. Stiamo assistendo a un esodo, c’è una preoccupazione che spinge le persone a guardarsi intorno e a cercare nuove possibilità. Non abbiamo nessuna informazione per prevedere la permanenza delle persone che sceglieranno di rimanere, che stanno diventando sempre di meno”.

Se alla Maccaferri la situazione non è affatto rosea, alla Samp sembra anche peggio a quanto dicono le persone in presidio. Gianni Zardoni è un ingegnere dell’ufficio tecnico della Samp sistemi che ha sede a Bentivoglio e racconta: “Siamo l’azienda nelle condizioni peggiori del gruppo Samp. Siamo quasi fermi, in cassa covid, lavorando 1 o 2 giorni a settimana al massimo. Siamo molto preoccupati, speriamo che ad inizio settembre, quando ci sarà la presentazione del piano industriale, non ci sia l’ennesimo rinvio. La nostra azienda, in zona è unica, confidiamo di andare avanti anche perché siamo la seconda al mondo nel settore. Chiudere sarebbe un disastro”.

Il vice sindaco della Città metropolitana con delega al Lavoro Fausto Tinti è intervenuto questa mattina, in rappresentanza anche di Regione Emilia-Romagna e Comuni, al presidio dei lavoratori del Gruppo Maccaferri. "Siamo al fianco dei lavoratori – ha dichiarato Tinti –  e insieme all’assessore regionale Colla e ai Sindaci stiamo seguendo con la massima attenzione la situazione dello storico Gruppo Maccaferri, che presenta un alto livello di complessità, aggravato dal procedimento penale in corso. Il 5 agosto affronteremo la questione nell’incontro già in programma in Regione, alla ricerca di soluzioni che possano tutelare i posti di lavoro e salvaguardare le aziende del Gruppo”. 

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