Magneti Marelli, 910 in cassa integrazione. In allarme Fiom-Cgil: azienda chiarisca

La richiestadell'utilizzo della cassa integrazione ordinaria per i lavoratori degli stabilimenti di Bologna e Cervalcore preoccupa il sindacato

La richiesta da parte della direzione di Magneti Marelli dell'utilizzo della cassa integrazione ordinaria per 910 dipendenti tra Bologna e Cervalcore mette in allarme la Fiom-Cgil. La cig, per 13 settimane complessive dal 28 ottobre fino a dicembre-gennaio, riguardera' operai, impiegati e quadri: 280 lavoratori rispetto ai 350 attuali occupati nel sito produttivo di Crevalcore e 630 lavoratori sui circa 800 di Bologna.

"E' coinvolta quindi praticamente tutta la forza lavoro, compresi gli impiegati e la ricerca e sviluppo di Bologna, ad eccezione dei lavoratori occupati in fonderia, reparto alluminio a Crevalcore, e nel motore elettrico a Bologna", spiega il sindacato. Contemporaneamente sono stati non confermati una trentina di contratti di somministrazione a Crevalcore, mentre lo stabilimento di Bologna ha registrato una costante riduzione del proprio organico. "Come Fiom negli incontri che si dovranno tenere ai sensi della normativa vigente chiederemo di approfondire il merito della richiesta che, per il sito di Crevalcore, dovrebbe essere legata ad un calo produttivo riferito al mercato, ma chiediamo di trovare al piu' presto luoghi e tempi per un confronto approfondito sulle prospettive produttive future per entrambe le realta' del territorio di Bologna, a partire dal sito di ricerca dell'ex Weber", fanno sapere le tute blu della Cgil. Fiom, inoltre, in merito alla cassa integrazione, chiede "trasparenza, rotazione, maturazione degli istituti contrattuali indiretti e un'equa redistribuzione degli scarichi lavorativi".

Quello che piu' preoccupa, pero', e' che "dal passaggio di proprieta', a maggio 2019, non sia stato presentato alcun piano di investimenti o alcuna strategia di medio lungo termine, a partire da come la Marelli intenda affrontare il delicato momento di trasformazione del settore automotive, mentre invece i lavoratori ricevono solamente richieste di dimissioni incentivate e la cassa integrazione".

In Emilia-Romagna, ricorda la Fiom, "il settore dell'auto e la componentistica sono un elemento produttivo ed occupazionale importante e strategico, riteniamo che non sia piu' rinviabile un tavolo istituzionale regionale del settore che si affianchi al tavolo nazionale gia' richiesto e annunciato dal ministro per lo Sviluppo Economico". ( Dire)

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