Due nuove partecipazioni e un'acquisizione per la Marchesini Group: fatturato consolidato a 441 milioni

La prima azienda partecipata è la pianorese Carlo Corazza S.r.l., storico marchio specializzato in lavorazioni meccaniche di precisione e processi speciali con cui Marchesini vanta una salda collaborazione

Per la Marchesini Group , con il quartier generale a Pianoro, il 2019 si chiude con un fatturato consolidato pari a 441 milioni di euro. Nell’anno in corso l'impresa ha proseguito la sua attività produttiva nel modo più regolare possibile, nonostante i forti rallentamenti dell’economia italiana e internazionale provocati dalla pandemia da Covid-19. In particolare, tra febbraio e giugno sono stati effettuati oltre 50 collaudi virtuali, che hanno permesso di rispettare i tempi di consegna dei macchinari e mantenere stabili le prospettive economiche aziendali. Nello stesso periodo sono inoltre state avviate una serie di iniziative per un valore di 500mila euro volte a garantire la salvaguardia della salute dei collaboratori tra cui sanificazioni, test sierologici, dispositivi di sicurezza, assicurazioni aggiuntive ed educatori e baby-sitter a domicilio.

Acquisizioni

Gli investimenti necessari per la sicurezza sul luogo di lavoro sono stati affiancati da quelli per mettere a punto due nuove partecipazioni e un’acquisizione lungo la filiera meccanica e dell’automazione Made in Italy. La prima azienda partecipata è la pianorese Carlo Corazza S.r.l., storico marchio specializzato in lavorazioni meccaniche di precisione e processi speciali con cui Marchesini vanta una salda collaborazione. Nata negli anni ‘70, Carlo Corazza si è sviluppata nel tempo e oggi impiega 23 collaboratori per un fatturato di due milioni di euro. Altra realtà partecipata dell’indotto manifatturiero è FVM S.r.l., azienda artigiana toscana (Monteriggioni, Siena) che dal 1992 realizza piccole macchine automatiche e componentistica per il settore farmaceutico, diagnostico, cosmetico ed alimentare. Con l’entrata nella galassia Marchesini, FVM - che dà lavoro a sette collaboratori e ha un fatturato di 800mila euro - consoliderà la già esistente collaborazione con la divisione Marchesini-Corima, tra le principali protagoniste mondiali per la costruzione di linee per il confezionamento di farmaci come vaccini e antitumorali. Entra nel Gruppo Auteco Sistemi S.r.l., software house lombarda (Pavia) nata nel 1985 e operativa nella creazione di soluzioni nel campo dell’automazione, del controllo di processo e della digitalizzazione dei flussi operativi. Già nel 2017 con l’entrata di SEA Vision nella galassia Marchesini si era avviato il progetto AI (dedicato all’Intelligenza Artificiale e all’Industria 4.0), proseguito con l’arrivo di Proteo Engineering nel 2018. Queste acquisizioni si inseriscono nella strategia sempre più vitale di interconnettere la meccanica con la robotica ed il software, la manifattura con la digitalizzazione e l’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo, uno dei leit motiv della filosofia Industria 4.0, resta quello di riuscire a trasformare le linee produttive per consentire il controllo centralizzato della produzione, il tracciamento e la condivisione verso l’interno e l’esterno dei dati di qualità e, infine, le operazioni di manutenzione predittiva. Secondo Pietro Cassani, amministratore delegato di Marchesini Group, “queste operazioni permetteranno alle aziende interessate di incrementare la propria quota di mercato e a Marchesini di rafforzarsi ancora su due segmenti imprescindibili per il suo business, quello dell’automazione e del controllo dei processi produttivi. Due settori che avranno per noi sempre priorità perché consentono ai nostri clienti di ottenere un pieno beneficio in termini di performance e qualità delle linee”.

Il presidente Maurizio Marchesini

Il presidente di Marchesini Group Maurizio Marchesini, neoeletto vicepresidente di Confindustria con delega alle Filiere e alle Medie Imprese, traccia una prospettiva a medio termine: "È indispensabile, per noi come Marchesini e per l’Italia come paese, che l’intera filiera delle imprese italiane fornitrici venga consolidata per garantirne crescita dimensionale e geografica. Si tratta di un ecosistema prezioso ma fragile, che va supportato con processi aziendali più efficienti, investimenti costanti e sostenibili, un accrescimento delle competenze tecniche e manageriali e con la garanzia di una corretta etica dei comportamenti nei rapporti economici. Senza tralasciare la rimodulazione degli incentivi legati all’Industria 4.0, per rendere la tecnologia disponibile a tutte le aziende”.

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Per quanto riguarda il rafforzamento sui mercati esteri, nel 2019 sono inoltre state costituite la Marchesini Iberica (dallo spin-off del ramo di packaging farmaceutico della storica società STE) che opera sulle attività commerciali della penisola iberica e del Maghreb e la Marchesini Packaging Mexico, destinata al mercato messicano.

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