Mercato dell'auto, Sergio Morini: "Stimate perdite fino al 90% per aprile, necessario piano di ripartenza economica da città e Regione"

Il presidente del Gruppo Morini: "Abbiamo applicato sconti e rimodulato finanziamenti per i nostri clienti"

In piena emergenza sanitaria Coronavirus il mercato dell’auto sta affrontando una crisi epocale. Nella bella Italia e soprattutto in una regione come quella dell’Emilia Romagna dove i motori hanno fatto del territorio un’eccellenza, i dati negativi registrati dal mese di marzo a oggi impattano molto sull’economia locale. Si spera però che sia solo una parantesi, e che presto mercato e attività riprendano. Abbiamo fatto il punto della situazione con Sergio Morini, presidente del Gruppo Morini, leader nel settore automotive in Regione con sedi a Bologna, San Lazzaro di Savena, Imola, Modena, Forlì e Ravenna.

Morini, come avete affrontato le chiusure imposte dai decreti governativi dovuti alla diffusione del Covid-19? “Innanzitutto siamo passati alle vendite online, digitalizzando i processi e dando la possibilità ai nostri clienti di richiedere un preventivo o una consulenza mediante telefono, mail, social e chat sul nostro sito. In questo modo il nostro servizio clienti, sempre attivo, fissa gli appuntamenti telematici con i nostri consulenti in modo da dedicarci completamente agli utenti come se fossimo in concessionaria. Bisogna però ammettere che in questo periodo il cliente ha altre preoccupazioni. Le nostre officine invece sono aperte, in base alle norme vigenti, per emergenze e situazioni di necessità”.

Avete avuto disdette o ripensamenti d’acquisto? “Gli ordinativi sono stati bloccati e andremo alla consegna delle vetture appena riapriamo, i clienti aspettano con ansia il momento di ritirare la propria auto e noi faremo sì che tutto avvenga in piena sicurezza. I preventivi continuiamo a farli “a distanza” mentre i contratti già stipulati attendono solo la consegna delle auto. Abbiamo però progettato formule per cercare di far ripartire il mercato appena possibile”.

In che modo? “Ci siamo trovati tutti ad affrontare un periodo di emergenza e ci sono persone che hanno perso il lavoro o sono ferme, senza alcun introito. Per questo se non possono più sostenere l’acquisto noi spostiamo le rate di pagamento da 3 o 6 mesi, e per i nuovi acquisti addirittura da gennaio 2021. E’ bene sottolineare che anche ai clienti che hanno acquistato prima dei blocchi imposti dall’emergenza sanitaria proponiamo un rifinanziamento”.

Quindi siete già proiettati verso una ‘fase 2’? “Sì, noi cerchiamo di fare il possibile ma è necessario avere una previsione di quella che sarà la situazione a venire. Sarà molto importante istituire un piano di ripartenza economica per il settore automotive ed è questo quello che chiediamo a chi amministra la città e la Regione. Basta fare due conti per capire i danni subìti. Abbiamo già installato sulle nostre scrivanie dei separatori per proteggere dipendenti e clienti, fornito le nostre strutture di qualsiasi dispositivo e igienizzato ambienti e tutte le auto. Abbiamo fatto e faremo sconti e promozioni, ma se riapriamo e non ci sono clienti a livello economico non servirà a molto”.

Che inflazione negativa ha avuto da quando è scattata l’emergenza sanitaria? “Basta pensare che solo nel mese di marzo è stato registrato un calo in questo settore dell’86% mentre per aprile stimiamo il 90%. E’ come se questo segmento di mercato fosse scomparso. In tutto l’anno si prevede un calo del 60% generale. Abbiamo 170 dipendenti in cassa integrazione. E’ necessario ripartire ma con progetti di recupero, sostegno e sviluppo mirati”.

C’è qualcosa che il mercato dell’auto può prendere come spunta positiva da tutto quello che è successo? “Credo che si possa incentivare il mercato dell’ibrido e dell’elettrico. Sicuramente da questi stop l’ambiente ne ha giovato e questi due canali potrebbero continuare a contribuire a un miglioramento della situazione ambientale, ma ovviamente non basta”

Sergio Morini, presidente del Gruppo Morini: 

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