Centro storico, stop a nuovi negozi e call center: delibera in vigore dal 9 luglio

Il provvedimento è diventato operativo subito dopo l'ok in Consiglio comunale. Aitini: "Prossimo passo botteghe storiche e periferie"

Da oggi stop per tre anni all'apertura di nuovi bar, ristoranti, supermercati, internet point, phone center e "compro oro" in una parte del centro di Bologna, cioe' quella identificata come Nucleo di antica formazione della città storica. Il provvedimento è diventato operativo subito dopo l'approvazione in Consiglio comunale. Oltre alla maggioranza (Pd e Città comune) hanno votato a favore anche M5s, Insieme Bologna, Coalizione civica e gruppo misto. Astenuti i consiglieri della Lega, non ha partecipato al voto Fi.

La delibera è stata approvata con alcuni cambiamenti rispetto al testo originario. "Abbiamo aggiunto una limitazione anche per le sale slot, le attività di raccolta scommesse e l'installazione di apparecchi per vincite in denaro", spiega l'assessore alla sicurezza e al commercio Alberto Aitini: "È una misura che riprende la delibera già approvata sui 500 metri di distanza dai luoghi sensibili. In centro storico è già praticamente impossibile che restino attività di questo tipo perchè le distanze sono inferiori ovunque, ma abbiamo voluto un rafforzamento". In questo modo, la Giunta ha accolto un suggerimento del M5s. Un'altra modifica va incontro ad un'osservazione sollevata da Fi e riguarda i casi di interruzione di un'attività commerciale: lo stop non viene applicato e sarà possibile riaprire in quei locali un'attività della stessa tipologia, mentre nella delibera originaria questo era consentito solo in caso di subentro.

'Tuteliamo il centro storico'

Infine, su proposta di Dora Palumbo (misto), è stato integrato il passaggio sui "progetti speciali", che prevede una deroga al divieto di apertura nei casi in cui ad esempio "si riqualifica uno spazio degradato- riferisce l'assessore- come può essere un locale non utilizzato da tempo". Con il nuovo Regolamento "tuteliamo il centro storico a partire dai suoi residenti e commercianti", rivendica Aitini, che con l'occasione replica alle critiche mosse dalle opposizioni. "La discussione c'è stata e nessuno ha voluto accelerare i tempi", afferma l'assessore, assicurando che si da' "un'indicazione chiarissima di quello che vogliamo sia la città". Poi certo, "siamo arrivati un po' lunghi- ammette Aitini- ma sicuramente il Regolamento va ad intervenire nel pieno di una criticità che, in caso contrario, continuerebbe nei prossimi mesi e anni".

Aitini guarda avanti. "Le attività commerciali ci sono anche in periferia e il prossimo passo sarà quello", afferma l'assessore: in questo caso, non con divieti ma con un "piano di valorizzazione da mettere in campo anche tramite incentivi economici". In più, l'altro fronte su cui Aitini conferma di voler lavorare è "la salvaguardia delle botteghe storiche". (dire)

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