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Il parrucchiere Riccardo Lupini

Il parrucchiere Riccardo Lupini

Negozianti fanno squadra grazie al Covid, ma si va oltre: "Un esercizio di vicinato su 4 chiuderà entro l’anno"

Il momento è terribile e il commerciante Luca Soldati racconta come lui e i suoi colleghi dell'area di San Vitale stanno cercando di superarlo: "Delusi da altre realtà aggregative proviamo a sensibilizzare la città"

Il Covid li ha uniti e alcuni di loro hanno manifestato come "esercenti resistenti", ma il progetto di fare squadra e supportarsi a vicenda era nato già prima della pandemia per poi solidificarsi in un periodo che ha messo molti alle strette: "Siamo un piccolo gruppo di negozianti bolognesi e ci proponiamo come collante fra alcune categorie di commercianti, raccolti per lo più nella zona di via San Vitale verso porta e Strada Maggiore. - spiega Luca Soldati, titolare di Originaldogs (hot-dog) - Quello che facciamo è ascoltare e aiutare i colleghi cercando di creare una reale unione di intenti e necessità. Colmando quel gap che ci hanno lasciato alcune associazioni di categoria". 

"In 20 giorni siamo diventati 60 e stiamo crescendo ancora. La crisi dei negozi morde fortemente e circa un esercizio commerciale di vicinato su quattro prevede di chiudere entro l’anno, mentre almeno 5 attività su dieci valutano anche la riduzione della forza lavoro. Il nostro network si basa semplicemente su una capillare distribuzione di locandine sulle vetrine della nostra città e sulla sensibilizzazione nel territorio grazie allo sviluppo di contenuti social e azioni dirette di street marketing.  Il fine unico è di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fattore 'negozi di vicinato', e creare un mediatore per portare contenuti reali e condivisi verso nuovi tavoli di lavoro con associazioni di catergoria e governance comunali. Avevamo il problema della criminalità e abbiamo cercato di migliorare le cose, adesso fra problemi con gli affitti e questioni legate agli effetti economici del Coronavirus il nostro spettro si allarga e cercheremo di avvalerci di professionisti che possano aiutarci senza impoverirci a loro volta". 

Food e consegne troppo care: l'idea del delivery condiviso

Luca soldati, spiega meglio l'intendo dell'organizzazione: "Il mio negozio Originaldogs in via San Vitale è nuovo e da un anno e mezzo cerchiamo di interagire tra commercianti per avere una migliore gestione della pulizia delle strade, ma soprattutto cerchiamo di organizzare con alcuni commercianti del food un network di consegne comune, per non dovere sottostare ai prezzi dei Food Advisor, ma soprattutto per far lavorare delle persone all'interno della nostra comunità". 

Il futuro dei riders parte da Bologna con le consegne etiche

Riccardo Lupini, haistylist: "Il mio nome è Riccardo, son un parrucchiere e ho due negozi, uno in via Bentini e uno in via San Vitale.  Da quando sono in via San Vitale nell'ultimo anno e mezzo ho cercato di mettere insieme un numero importante di commercianti per migliorare la nostra situazione sociale. Insieme siamo riusciti a sconfiggere la piccola criminalità, cercando un rapporto diretto con le forze dell'ordine.  In più in rappresentanza di un piccolo gruppo di commercianti abbiamo aperto un tavolo di lavoro con il Comune per migliorare la situazione urbana di decoro e di nuove proposte di eventi in strada rapportandoci con l'assessore alla sicurezza Alberto Aitini".

Giovanna Favaro, da 30 anni in pizzeria: "Ho anche ripulito i muri" 

"Nella mia pizzeria Belle Arti è da 30 anni che ci lavoro. Ho conosciuto una Bologna bella e con tanti biassanot e dato da mangiare a studenti e clienti di tutte le età. - racconta Giovanna Favaro, che ha aderito al gruppo di negozianti di quartiere -  Negli ultimi tempi ho assistito a un calo di decoro e al completo abbandono della zona. Così mi sono organizzata con alcuni colleghi di via Belle Arti Per ripulire i muri".

Una delle questioni che più preme questi commercianti è legata al degrado e alla microcriminalità, fattori che secondo loro non aiutano la loro attività. Francesco per esempio spiega: "Il mio locale all'inizio di via Petroni angolo Piazza Verdi si chiama 'La Cambusa'. Servo cocktail di qualità cercando di avere un rapporto affettivo con il cliente, anche se la zona è limitata a questo tipo di clientela avendo un'alta concentrazione di criminalità. Cerco da tempo di colloquiare con le istituzioni per cercare di avere un maggiore controllo sulla sicurezza, che alla fine si riduce sempre a rendere i locali come i miei causa di questo male. Sto cercando anche di portare alla luce delle incoerenza con alcune licenze di chi vende alcool, in locali senza le adeguate regolamentazioni. Che a me vengono imposte in maniera selettiva e autoritaria". E poi c'è Giovanna: "Io sono Giovanna e gestisco un piccolo negozio di merceria in via San Vitale.  Sono molti anni che lavoro in questa via e l'ho vista cambiare molto, sia come tipologia di persone che di clientela, purtroppo sempre in peggio. Sporcizia, maleducazione, biciclette sotto i portici. Ecco alcuni dei problemi che tutti i giorni mi trovo ad affrontare davanti alla mia vetrina". 

Dpcm Natale: le problematiche raccontate dai commercianti

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