Coldiretti, crisi senza precendenti: 'il Popolo del Parmigiano scende in Piazza'

Produttori, stagionatori, gastronomi e consumatori per difendere il primato e la qualità: i casari prepareranno le forme secondo gli antichi rituali, con caldaio sul fuoco e una stalla con vacche rosse

"Per la prima volta il popolo del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano scende in piazza di fronte ad una crisi senza precedenti che sta facendo più danni del terremoto che tre anni fa ha fatto cadere a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini", lo ha annunciato Coldiretti Emilia Romagna che il 5 marzo, dalle 9.30 porterà in Piazza XX Settembre migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori

Sarà realizzata la “prima galleria dei nemici del Parmigiano” per smascherare i falsi scovati nei diversi continenti che fanno delle due eccellenze italiane, i prodotti agroalimentari made in Italy più imitati al mondo: i casari che prepareranno le forme secondo gli antichi rituali, con caldaio di rame su fuoco di legna ed una vera e propria stalla con vacche rosse, la storica razza da cui è nato il Parmigiano Reggiano. Nell’occasione sarà presentato uno studio sul mercato del Parmigiano Reggiano che evidenzia una storica e drammatica inversione di tendenza.

“Domani giovedì  5 marzo sarò  in Piazza XX Settembre a Bologna, anche in rappresentanza del presidente Stefano Bonaccini. La crisi che sta attraversando il settore è seria e il tema delle contraffazioni alimentari non può essere sottovalutato”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli annuncia l’adesione della Regione Emilia-Romagna alla manifestazione  Coldiretti a difesa dei produttori di Parmigiano Reggiano e Grana Padano.  “Questa Regione ha fatto della  qualità  il punto fermo delle sue politiche in campo agroalimentare  e non da oggi-  spiega Caselli – lo dimostra il fatto che siamo la regione leader in Europa per prodotti Dop e Igp.  Tuttavia per contrastare  i falsi alimentari non serve andare in ordine sparso. Occorre un gioco di squadra tra tutte le istituzioni compresa l’Unione europea. Le trattative in corso per il Ttip , l’accordo di libero scambio Ue-Usa,  hanno al centro  proprio il riconoscimento delle nostre denominazioni d’origine protette. Sono temi importantissimi, ma anche complessi, su cui occorre impegnarci  tutti insieme”

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