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Plastica bio da Co2 in atmosfera, parte progetto Bio-On a Castel San Pietro

Il principale componente dei gas che aggravano l'effetto serra sarà assorbita dall'aria per produrre la bioplastica

Catturare l'anidride carbonica dall'atmosfera, per utilizzarla nel processo di produzione di bioplastica. E' il nuovo progetto di Bio-On, l'azienda di Castel San Pietro Terme che, in collaborazione con Hera ha creato una nuova societàall'uopo.

Lux-On, questo il nome, utilizzerà tecnologie di cattura della anidride carbonica presente in atmosfera per rivoluzionare la produzione di biopolimeri e producendo energia senza l’utilizzo di fonti fossili.

La nuova tecnologia sviluppata da Bio-on prevede di utilizzare anidride carbonica come “materia prima” a costo zero in aggiunta a quelle già utilizzate finora per produrre la bioplastica Bio-on: melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, fonti di carbonio in genere, glicerolo e olio di frittura esausto. L’uso di CO2 contribuisce quindi alla riduzione dell’anidride carbonica presente in atmosfera.

I laboratori ed il primo impianto del nuovo progetto Lux-on verranno costruiti entro il 2019 vicino allo stabilimento industriale di Bio-on Plants a Castel San Pietro Terme (Bologna); sarà interamente realizzato e progettato da tecnici Bio-on in collaborazione con Hera, con impianti di recupero dell’anidride carbonica dall’atmosfera e da quelli di produzione di energia rinnovabile da luce solare.  L’impianto sorgerà su un’area di 1.500 mq, di cui 600 mq coperti.

L’energia elettrica utilizzata nell’innovativo processo produttivo di Lux-on sarà prodotta da impianti fotovoltaici che, oltre ad alimentare direttamente la produzione, forniranno energia stoccabile per l’alimentazione notturna (la produzione è h24 7/7). Ai fini dello stoccaggio dell’energia saranno utilizzate partnership internazionali con i maggiori player della tecnologia associata all’idrogeno (H). L’idrogeno, gas non inquinante, verrà prodotto a partire dall’energia solare, conservato fino al momento dell’utilizzo, e poi ritrasformato in energia elettrica per alimentare l’impianto quando i pannelli solari non funzionano, la notte o in momenti di scarsa illuminazione solare.

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