Economia

Stabilizzazioni alle Poste, 56 portalettere assunti

Bollette e pacchi da consegnare entro un certo termine: sotto le Due torri si introdurrà il sistema del recapito di questo genere di corrispondenza fino alle 19.45

Cinquantasei portalettere verranno assunti nelle Poste dell'Emilia Romagna: è il risultato del maxi-accordo nazionale che apre alla stabilizzazione e in tre anni conta di 6.000 lavoratori. Il numero 56 è solo per quest'anno, il primo dei tre su quali vanno spalmate le stabilizzazioni.

Altri dunque ne seguiranno. L'intesa nazionale di qualche giorno fa ha definito la trasformazione dei contratti a termine in tempo indeterminato e dei contratti part time in full time. Tra le novita' c'e' anche la declinazione delle graduatorie di mobilita' volontaria: provinciale, regionale e nazionale. In particolare, come spiegano dal sindacato, esaurito il ricorso alle prime due, eventuali necessita' di personale su base locale verranno risolte attraverso la mobilita' nazionale (per il 50%) e i contratti parte time convertiti in full time. Una ulteriore leva occupazionale sara' il ricorso alle assunzioni, dal mercato esterno, di giovani laureati destinati a mansioni commerciali con contratti di apprendistato professionalizzante.

«Prospettive concrete a tante famiglie»

"E' un buon accordo che giunge dopo mesi di impegno soprattutto verso l'inclusione dei giovani lavoratori e che da' prospettive concrete a tante famiglie", ha detto il segretario nazionale della Slc-Cgil, Nicola Di Ceglie.
E in Emilia-Romagna la notizia dei rinforzi per i postini arriva alla vigilia dell'esordio del recapito a singhiozzo anche a Bologna. Fino ad ora, infatti, assieme alle altre grandi citta' italiane, Bologna era 'scampata' al recapito a giorni alterni, uno si' e uno no, della corrispondenza che altrove in Emilia-Romagna ha fatto accumulare tante lettere in attesa di essere recapitate. Ma da meta' luglio si cambia. E proprio nei prossimi giorni i sindacati avranno un incontro per discutere come gestire la novita'.

Adeguamento anche per Bologna

Come emerso nei mesi scorsi, il piano delle Poste prevede che anche Bologna si adegui al nuovo regime di distribuzione, ma dopo due anni di proteste del sindacato (spalleggiato da sindaci e cittadini che si ritrovavano in buchetta le bollette gia' scadute), sotto le Due torri forse non tutta la corrispondenza arriverà a singhiozzo. Grazie all'accordo nazionale raggiunto l'8 febbraio, la posta cosiddetta 'veloce', quella con informazioni e comunicazioni con scadenza (le bollette ad esempio, ma anche i pacchi da consegnare entro un certo termine) arrivera' sempre in giornata. Questo perche' sotto le Due torri si introdurra' il sistema del recapito di questo genere di corrispondenza fino alle 19.45.

In pratica, al mattino 'suona' il postino di turno per quel giorno e quella zona e porta la corrispondenza 'veloce'; quella che -per la logica dell'alternanza- avrebbe rischiato di essere recapitata 48 ore dopo viene invece consegnata al pomeriggio dello stesso giorno fino alle 19.45. Per la posta 'lenta' funzionera' invece il sistema un giorno si' e uno no. Con il recapito fino alle 19.45 dovrebbero anche ridursi gli avvisi di mancata consegna e dunque le persone che devono andarsi a ritirare la posta che dovevano ritirare personalmente a casa. In Italia solo Milano, Roma e Napoli saranno esentate dalle consegne a singhiozzo. Ad ogni modo, il tavolo sindacale dovrebbe nei prossimi giorni definire come gestire l'impatto della novita' su Bologna.

(Dire)

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