Ufficio postale di S.Ruffillo a rischio, il vicesindaco sollecita un incontro

I cittadini sono preoccupati per la possibile chiusura e la politica condivide. Il vicesindaco Marilena Pillati: "Verificheremo la possibilità di scongiurare la chiusura dell'ufficio postale"

Cinquecento cittadini hanno già firmato la petizione per salvare l'ufficio postale di Piazza San Ruffillo e altri lo faranno in occasione di un piccolo presidio organizzato per sabato mattina, davanti a quella filiale e a quei lavoratori che sono punto di riferimento per la comunità di zona e soprattutto per i clienti più anziani, sia per i servizi postali che per quelli bancari, sportello automatico compreso. 

Sull'effettiva cessazione della sede di via Toscana 140 non si ha certezza e Poste Italiane non ha risposto in modo diretto alla richiesta di ufficialità o smentita della chiusura, sottolineando però che "nessun ufficio postale verrà chiuso senza una completa e preventiva condivisione con le competenti autorità Comunali" e quindi lasciando immaginare un imminente incontro a Palazzo d'Accursio. 

E a sperare in questo incontro c'è anche il vicesindaco Marilena Pillati, che condivide con i cittadini la preoccupazione: "La paventata chiusura dell’ufficio postale di San Ruffillo mi preoccupa. Conosco personalmente la zona di via Toscana e comprendo i timori delle persone che vivono in quel territorio a seguito della notizia, che ha lasciato tutti spiazzati. Sono vicina ai cittadini che in questi giorni stanno raccogliendo le firme e faccio mia la loro sollecitazione per un incontro urgente tra Comune e Poste, al fine di verificare la possibilità di scongiurare la chiusura dell'ufficio postale".

Come aveva precisato l'azienda con una nota, generica e senza diretto riferimento all'ufficio in questione: "In alcune grandi città ad alta densità  abitativa e capillare presenza di Uffici Postali è stato avviato un progetto di rimodulazione della presenza in aree urbane, con lo scopo di implementare il servizio e migliorare l’articolazione territoriale per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. I criteri adottati sono particolarmente stringenti e riguardano esclusivamente città con numero di abitanti superiore a 100 mila, uffici postali con esiguo numero di operazioni effettuate al giorno, presenza di altro ufficio limitrofo entro poche centinaia di metri e soprattutto adeguamento ai processi di trasformazione urbana che negli ultimi decenni hanno coinvolto il territorio".

A schierarsi con i residenti anche la consigliera comunale Federica Mazzoni: "Lavorare per una città che resti vivibile significa anche battersi perché i servizi punti di riferimento restino nelle #periferie, distribuiti in maniera facilmente accessibile da tutta la cittadinanza.Per questo preoccupa l'annunciata chiusura dell'ufficio postale di San Ruffillo nel Quartiere Savena; la sua dimensione sociale, insieme all'aspetto di utilità a fini comunicativi, logistici e commerciali, non può essere sottovalutato. Grazie ai cittadini/e che si sono già organizzati per la raccolta firme, auspico che il Sindaco e la Giunta del Comune di Bologna possano raccogliere le vostre istanze nei confronti di Poste Italiane". E sabato mattina alle 11 davanti alla sede continuerà la raccolta di firme per la petizione. 

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