Produzione auto elettrica cinese in Emilia, è 'battaglia' tra Modena e Bologna

Un colosso cinese progetta un investimento da un miliardo di euro per l'auto elettrica. Il progetto sotto la ghirlandina, ma anche l'assessore Lombardo cerca di inserire le Torri nel progetto

Il sottosegretario Manlio Di Stefano (M5s) ha affermato che verrà realizzato "nel modenese" lo stabilimento per la progettazione e la produzione di auto elettriche che il colosso cinese Faw (con il partner Silk EV) porterà in Emilia-Romagna. E i parlamentari modenesi del M5s hanno esultato per l'arrivo in regione del nuovo polo.

Ma l'investimento da un miliardo di euro per un migliaio di posti di lavoro fa gola anche a Bologna, che non fa mistero di volersi inserire: la candidatura porta la firma dell'assessore comunale al Lavoro e alle Attività produttive, Marco Lombardo.

Il tema è stato affrontato oggi in una commissione comunale, nata da un odg presentato da Marco Piazza (anche lui M5s) per "attivare" un percorso porti a Bologna l'investimento. "Ammetto che è un odg un po' campanilistico, ma siamo consiglieri comunali di Bologna- afferma Piazza- e penso ci possa stare il tentativo. Se poi lo stabilimento verrà realizzato in un'altra parte della Motor valley sarà comunque una buona notizia".

Più freddo il capogruppo Pd, Roberto Fattori: "Il futuro della motorizzazione va probabilmente nella direzione dell'auto elettrica, che ha comunque un impatto positivo per le emissioni in ambiente anche se, come le altre auto, ha il limite di occupare spazio per tutto il tempo, anche quando non viene usata". L'Emilia-Romagna "ha distretti all'avanguardia per produzioni di questo tipo", aggiunge Fattori, invitando in ogni caso a "tenere insieme sostenibilità economica, sociale e ambientale".

Match Bologna-Modena per l'auto eletrica cinese, Lombardo: "Due sedi per la motor valley"

Per Lombardo, innanzitutto, l'annuncio cinese "è una notizia estremamente positiva. Lo sarebbe stata anche in un contesto diverso dall'emergenza Covid, perché è un investimento molto importante sia in termini economici che per il possibile impatto occupazionale, ma lo è ancora di più oggi".

Detto ciò, la decisione su dove portare l'investimento all'interno della regione non è stata ancora presa, assicura Lombardo, che alza la mano per conto di Bologna: "Non credo si debba parlare di campanilismo, ma di giusta tutele degli interessi del territorio, quando si dice che Bologna, io parlerei dell'area metropolitana, può candidarsi ad essere una delle sedi del gruppo industriale".

Questo perché "abbiamo le capacità professionali e una qualificazione dei lavoratori molto alta", sottolinea Lombardo, citando poi la possibilità di creare "sinergie con altri gruppi industriali che stanno affrontando il processo di transizione verso l'auto elettrica e la sua componentistica". In più, scommette Lombardo, Bologna può contare su una "filiera istituzionale molto compatta" che garantisce "celerità sui tempi e le procedure".

Fattore decisivo, perché "i cinesi pensano di avviare lo stabilimento in tempi molto stretti" e quindi "questo è il momento- è l'appello dell'assessore- in cui fare squadra per candidare il nostro territorio". Secondo Lombardo, non è detto che debba per forza consumarsi uno scontro con Modena.

"Un investimento forte come questo può avere due possibili sedi, non necessariamente una", afferma l'assessore: una sede "principale" ad esempio potrebbe nascere a Modena, una seconda invece sotto le Due torri "così come in altre province dell'Emilia-Romagna". Per quanto riguarda Bologna, Lombardo sembra quardare più che al capoluogo all'area metropolitana, che offre aree ben collegate e con i "metri quadrati" necessari: vale il "positivo esempio" dello sbarco di Philip Morris in Valsamoggia. Anche dal punto di vista istituzionale Lombardo punta sulla Città metropolitana, che "ha le strutture tecniche più adeguate per individuare i siti idonei".

L'interesse di Faw conferma la capacità di 'attrazione' della Motor Valley che, grazie all'attività di promozione degli ultimi anni, ha acquisito anche un'immagine internazionale che va oltre i singoli marchi prestigiosi che la caratterizzano. E in questo contesto ormai il brand Modena ha un suo valore specifico, ma non mi pare il momento di sventolare le bandierine delle città". Lo segnala, parlando con la 'Dire', il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, replicando a stretto giro a Lombardo. Il primo cittadino della Ghirlandina, che non da oggi segue in prima persona tutto il capitolo automotive nel suo territorio, aggiunge dopo lo slancio del suo collega dem bolognese: "L'investimento di Faw rappresenta una prospettiva interessante che stiamo approfondendo insieme alla Regione e può rappresentare un valore per tutto il territorio. Se ci saranno le condizioni, Modena naturalmente- chiarisce Muzzarelli- non si tira indietro. Soprattutto quando c'è la possibilità di creare nuova occupazione all'insegna della qualità e dell'innovazione". (Pam/Lud/Dire)

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