Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Protesta dei 'facchini', i sindacati: "Ecco la verità sui licenziamenti"

La precisazione dalla Cgil, che allerta anche sulla presenza di "finte cooperative sul territorio che applicano contratti "pirata" e sfruttano la mano d'opera senza porsi scrupoli in relazione alle condizioni di lavoro e di sicurezza"

Continuano la protesta dei 'facchini', con presidi e blocchi continui in Granarolo, pure sotto la neve di oggi. Da FILT e CGIL la precisazione: "I licenziamenti di cui tanto si parla furono fatti dalla SGB a maggio 2013, 41 licenziamenti e 10 sospensioni dal lavoro. Nessuno di questi si è rivolto ai sindacati di CGIL-CISL e UIL, in quanto lavoratori per lo più iscritti al SICOBAS".

CGIL-CISL e UIL hanno operato per un tavolo di confronto presso la Prefettura di Bologna. Dopo diversi incontri si è raggiunto un accordo sottoscritto da tutti i sindacati e dal Prefetto che - illustrano i sindacati - "ha definito la riassunzione di tutti i 51 lavoratori interessati (compreso i 10 sospesi), all'interno delle cooperative che compongono il Consorzio SGB e collocati in Cassa integrazione in Deroga. Per 23 di questi era previsto l'impegno di ricollocazione al lavoro, nei diversi appalti in carico al Consorzio o ad altre cooperative".

L'accordo sarebbe stato parzialmente rispettato, ad oggi, dalle aziende "per difficoltà legate alla crisi, visto anche la presenza di altro personale collocato in CIG, pertanto solo 9 sono stati assorbiti e stanno attualmente lavorando". Il restante personale - specificano ancora i sindacati - "non è quindi, come da alcune dichiarazioni rilasciate, privo di copertura economica e abbandonato a se stesso, infatti i restanti lavoratori sono collocati in CIG in Deroga fino a tutto il mese di marzo prossimo, come migliaia di altri lavoratori del territorio colpiti dalla crisi e saranno interessati, nel rispetto degli impegni assunti nell'accordo in prefettura, da una ricollocazione al lavoro appena matureranno le condizioni, come già si è prefigurato per altri 5 lavoratori che saranno inseriti presso gli appalti di Hera".

CONTRATTI PIRATA, FINTE COOP E SFRUTTAMENTO MANODOPERA. "Da questa vicenda - chiosano le sigle sindacali -  è tuttavia sempre più evidente che sul territorio non sono per noi accettabili condizioni di lavoro e trattamenti retributivi che siano al di sotto della soglia stabilita dai contratti nazionali di lavoro. Così come non è più tollerabile la presenza di finte cooperative sul territorio che applicano contratti "pirata" e che sfruttano la mano d'opera senza porsi il ben che minimo scrupolo in relazione alle condizioni di lavoro e di sicurezza".

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