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"Lo smart-working non è volontario", la protesta di Usb davanti all'Inps | VIDEO

Alcuni lavoratori e lavoratrici rivendicano alcuni diritti non riconosciuti con il lavoro agile

 

Il sindacato Usb in protesta davanti all’Inps per chiedere all'Istituto di riconoscere alcuni diritti che con il cosiddetto lavoro agile non sarebbero riconosciuti ai lavoratori.

"L'iniziativa vuole evidenziare la mancanza di chiarezza dell’Inps, che considera l’attuale lavoro agile una modalità organizzativa volontaria e per questo non riconosce il buono pasto, lo straordinario, il maggiore orario lavorato, mentre il lavoro da casa anche nell’attuale fase resta una misura necessaria per contrastare la diffusione del coronavirus evitando di affollare le sedi".

"Le lavoratrici e i lavoratori dell’INPS – scrivono dal sindacato – già in numero inferiore di oltre il 10% rispetto al fabbisogno stabilito, oltre al corrente lavoro ordinario hanno gestito un notevole picco di lavoro dovuto alle prestazioni Covid che l’Istituto è stato chiamato ad erogare, lavorando in condizioni disagiate, con un aggravio dei consumi delle utenze e, in tantissimi casi, dovendosi sobbarcare la spesa dell’acquisto di un computer portatile perché quelli a disposizione dell’INPS erano nettamente insufficienti".

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