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Economia

Protesta trattori. Perchè gli agricoltori si mobilitano e da dove si può ripartire

In Emilia Romagna oltre 450 operatori del settore agroalimentare nazionale si sono riuniti. l’associazione Impresa Persona Agroalimentare interviene sul tema delle proteste degli agricoltori che coinvolgono tutto il Paese

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Reduce dal Forum che ha raggruppato in Emilia Romagna ( Milano Marittima) oltre 450 operatori del settore agroalimentare nazionale, l’associazione Impresa Persona Agroalimentare (nata 25 anni fa e con oltre 2.500 imprese nella propria rete di relazioni lungo tutta la  filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione, dai servizi alla commercializzazione) interviene sul tema delle proteste degli agricoltori che coinvolgono tutto il Paese. E anche il territorio Bolognese è stato interessato nelle scorse settimane da varie mobilitazione e cortei di trattori. 

“Nei giorni scorsi, abbiamo ascoltato, ci siamo immedesimati con attenzione nelle proteste degli agricoltori e abbiamo osservato e analizzato la situazione dell’agricoltura italiana – commentano i dirigenti dell’associazione -. In maniera non esaustiva, sono quattro le principali motivazioni che spingono gli agricoltori a protestare: 1) prezzi bassi dei prodotti agricoli e costi in aumento; 2) iniqua distribuzione del valore lungo la filiera; 3) vincoli e complessità della normativa europea; 4) sindacati agricoli incapaci di rappresentare i loro bisogni".

"Da un “ascolto” attento nasce un “dialogo”- continua l'Associazione - da un dialogo sereno, rispettoso, attento a capire le ragioni dell’altro, nasce sempre una operatività feconda e costruttiva.  Lo diceva, nei giorni scorsi, il Card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, intervistato in merito alla protesta degli agricoltori: ‘Gli agricoltori vanno ascoltati. Vi deve essere apertura al dialogo in vista della sostenibilità delle piccole e medie aziende’. Le brevi ma esaurienti affermazioni del Cardinale ci trovano in piena sintonia. Lo scopo dell’ascolto e del dialogo, il “valore” da difendere e tutelare: ‘la sostenibilità delle piccole e medie aziende’”.

“Vi è un soggetto in pericolo nell’attuale contesto economico-sociale – chiosa l'associazione -: le imprese familiari, quelle dove il capitale ed il lavoro sono forniti dalla famiglia, anche un solo membro alle volte, che rappresentano la vera ossatura economica del nostro Paese. La loro vitalità consente un benessere diffuso e un protagonismo economico del popolo. Sono minacciate e devono essere aiutate ad affrontare il repentino cambiamento economico, per restare protagoniste per sé stesse e per lo sviluppo dei territori rurali”.
 

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