RAI: posti di lavoro a rischio. Domani presidio in viale della Fiera

22 dicembre 2011 sciopero generale dei lavoratori RAI contro il Piano Tagli, che avrà riflessi negativi anche per la sede dell'Emilia Romagna. Al via sit-in dipendenti

Le Organizzazioni Sindacali Territoriali SLC CGIL, FISTel CISL e UILCOM UIL, unitamente alle RSU e ai lavoratori della Sede Regionale dell’Emilia Romagna hanno condiviso la decisione delle Segreterie Nazionali di indire una giornata di sciopero generale di tutti i lavoratori RAI per domani, 22 Dicembre 2011 "al fine di contrastare il Piano di tagli deliberato dal Cda e dal Direttore Generale della Rai."

I lavoratori emiliano-romagnoli fortemente preoccupati avvieranno una mobilitazione che prevederà, dalle ore 10, un presidio davanti alla Sede Rai di Viale della Fiera per poi spostarsi davanti al palazzo della Regione in Piazza Aldo Moro.

I sindacati si dichiarano fortemente contrari "alle politiche di ridimensionamento delle capacità produttive e ideative dell'azienda di servizio pubblico". Coinvolte in questa prima fase: la chiusura delle riprese esterne, di cui a Bologna sono presenti due nuclei; abbandono della produzione per l'estero con la chiusura di Rai International, Rai Med, Rai Corporation e di 8 uffici di corrispondenza all'estero; la chiusura di tutti i programmi calcistici del dopo partita in funzione della rinuncia all'acquisto dei diritti calcistici; la riproposizione ai Ministeri competenti della vendita degli impianti trasmittenti di Rai Way, asset strategico che consente alla Rai di svolgere la sua funzione di servizio pubblico e che ha realizzato in questi anni bilanci positivi, anche grazie ad un processo di internalizzazione del lavoro (con la riduzione di appalti e costi), ed è costata di investimenti 400 milioni di euro per il passaggio al digitale (prezzo di vendita ipotizzato lo scorso anno da Masi: 300 ml di euro).

"Le azioni che questo CdA sta mettendo in campo a tre mesi dalla sua decadenza - scrivone le OO.SS in una nota congiunta - sono l’ultimo colpo di coda di una gestione che ha fortemente indebolito il Servizio Pubblico Radiotelevisivo. Un colpo di coda che rischia di essere “mortale” per la RAI in quanto con la cessione degli impianti di trasmissione, l’abbandono della “presenza” produttiva sul territorio, si consegnano pezzi pregiati dell’Azienda a soggetti che di certo non hanno a cuore l’interesse pubblico e il tutto mascherandolo con una situazione economica difficile creata ad arte dagli attuali vertici aziendali."

Le Organizzazioni Sindacali SLC CGIL, FISTel CISL e UILCOM UIL saranno domani ricevute dall’Assessore alla Programmazione Territoriale, Alfredo Peri, "affinché - si legge ancora nella nota - la Regione sia informata dei provvedimenti che non hanno nulla di industriale e i cui unici effetti saranno le ripercussioni sull’assetto generale dell’Azienda e un calo dell’occupazione e della capacità produttiva della Sede RAI dell’Emilia Romagna."

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