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GIULIA GIBERTONI M5S

GIULIA GIBERTONI M5S

Reddito di solidarietà: "Idea bancomat per incentivo a consumi non basta"

Botta e risposta tra M5S e Bonaccini dopo la presentazione del progetto di legge regionale, che contempla un contributo mensile (al massimo 400 euro) per le famiglie e i single al di sotto della soglia di povertà

Un contributo mensile (al massimo 400 euro) per le famiglie e i single al di sotto della soglia di povertà, ovvero fino a un reddito Isee di 3.000 euro all'anno: una platea che in Emilia-Romagna si aggira intorno alle 90.000 persone. E' il reddito di solidarietà messo in campo dalla Regione, che va a integrare la legge per il contrasto alla povertà voluta dal Governo Renzi e che dovrebbe arrivare a regime a partire dall'1 gennaio 2017.

Il progetto di legge regionale è stato presentato in conferenza stampa dai due capigruppo di Pd e Sel in viale Aldo Moro, Stefano Caliandro e Igor Taruffi. Dopo l'estate dovrebbe partire la discussione in commissione, con l'obiettivo per la maggioranza di arrivare all'approvazione in Assemblea legislativa entro ottobre. Allo stesso tempo, la Giunta Bonaccini lavorerà al regolamento attuativo che darà alla legge le gambe su cui camminare. Da quello dipenderà ad esempio la forma concreta con cui verrà erogato il contributo.

"Stiamo valutando l'ipotesi di un bancomat a ricarica bimestrale- spiega Taruffi - il punto di ingresso saranno i servizi sociali dei Comuni, che si faranno carico delle persone disegnando un progetto in collaborazione con l'Agenzia regionale per il lavoro". Perchè chi riceverà il reddito di solidarietà, dovrà dimostrare di impegnarsi a uscire dalla condizione di povertà, prendendo parte a percorsi di formazione professionale e reinserimento lavorativo. In parallelo, sottolinea Caliandro, la Regione stanzierà oltre 30 milioni di euro (presi dai fondi strutturali europei) per l'assunzione da parte dei Comuni di personale dedicato all'assistenza di queste persone.

Il provvedimento avrà valore 12 mesi, durante i quali potrà anche essere interrotto, a cui seguiranno sei mesi di sospensione per verificare il percorso svolto. Se la condizione di povertà persiste, il contributo potrà essere prorogato. "Non c'è limite temporale- afferma il capogruppo Pd- ma confidiamo negli strumenti messi a disposizione dalla Regione per l'inserimento lavorativo". Confermato il budget annunciato oltre sei mesi fa dalla Giunta: 35 milioni di risorse regionali più altri 35 dal fondo nazionale, per un totale a regime di oltre 70 milioni di euro.

Rispetto alla legge contro la povertà del Governo Renzi, il reddito di solidarietà dell'Emilia-Romagna amplia la platea dei richiedenti a tutte le famiglie (quindi non solo quelle con minori o disabili a carico) e a tutte le persone sole sotto la soglia dei 3.000 euro l'anno. Inoltre, non eèvisto un punteggio minimo. "E'una scelta politica- rivendica Caliandro- ribadiamo così una politica di welfare fortemente emiliana. Ed è una forma di solidarietà proattiva, non meramente assistenziale".

Non potranno ricevere il contributo le persone che sono in regime di Naspi o percepiscono il sussidio di disoccupazione (non sono cumulabili), così come coloro che risiedono in Emilia-Romagna da meno di due anni.

BOTTA E RISPOSTA IN AULA.  Se l'obiettivo di Pd e Sel era trovare la quadra con le altre forze politiche sul reddito di solidarietà, la strada appare quanto mai in salita. Come dimostrano le scintille volate alla prima occasione tra il governatore Stefano Bonaccini e l'M5s, nel corso del dibattito in Assemblea legislativa sull'assestamento di bilancio. "La maggioranza è corsa ai ripari- è la frecciata del 5 stelle Andrea Bertani- presentando il progetto di legge sul reddito di solidarietà, dopo aver sentito dire da Bonaccini che farlo a luglio o a settembre non sarebbe cambiato niente. Ma per chi vive in condizioni di povertà, cambia molto".

Pronta la replica del presidente. "Se avessimo fatto prima la nostra legge rispetto al provvedimento del Governo- spiega Bonaccini- avremmo rischiato di fare una cosa addirittura dannosa e non coincidente" con la legge nazionale. In ogni caso, "dire che siamo in ritardo è un po' forzato". In ogni caso, assicura il presidente, "siamo aperti a qualsiasi contributo: nessuno nasce imparato. Vedremo che risultati avremo". Con la proposta di reddito di solidarietà, aggiunge Bonaccini, "speriamo di aiutare tante persone in difficoltà", con l'obiettivo però di "rientrare nel mondo del lavoro". Perchè "noi non siamo per politiche di carità- precisa il governatore- non siamo per dare soldi a una persona perè stia sul divano tutto il giorno a guardare la tv davanti ai propri figli. Non è dignitoso". 

GIBERTONI: NON SI RISOLVE TUTTO CON UN BANCOMAT. La consigliera regionale grillina, Giulia Gibertoni attacca:"Alcune delle misure annunciate  ci sembrano piuttosto insolite. Prima tra tutte quella di utilizzare la famosa “social card” ideata dal duo delle meraviglie Tremonti-Berlusconi qualche anno fa, e che adesso il centrosinistra dice di voler rispolverare e integrare per attuare il suo reddito di solidarietà". Per la pentastellata "un vero reddito di cittadinanza non deve limitarsi a un semplice incentivo dei consumi attraverso l’utilizzo di un bancomat, come lo ha definito il consigliere Taruffi. Serve qualcosa in più, una misura di sostegno economico che sia accompagnato dall’avvio di un percorso di formazione e di miglioramento delle proprie condizioni lavorative, proprio come avevamo proposto nel nostro progetto di legge depositato in Regione a maggio del 2015, cioè più di un anno fa."

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