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L'Emilia-Romagna ha superato la crisi? I settori delle nuove assunzioni

Il presidente regionale degli industriali, Pietro Ferrari fa una "fotografia" dell'economia locale: "Il Pil regionale a fine anno dovrebbe attestarsi su una crescita dell'1,8-1,9%"

L'economia regionale è ormai ad un passo dal ritornare ai livelli pre-crisi. Le imprese sentono l'aria e tornano alla fiducia: i più prevedono di avere nei prossimi mesi fatturati stabili o in crescita. L'ottimismo e' testimoniato dall'incremento dei prestiti a medio-lungo termine destinati all'acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, cresciuti nel secondo trimestre del 4,9%, anche grazie al credito d'imposta garantito da Industria 4.0.

NUMERI POSITIVI SULL'OCCUPAZIONE. Anche l'occupazione continua ad aumentare. Per questo Confindustria chiede che di tenere la barra dritta rispetto alle azioni intraprese dal governo in materia di sostegno allo sviluppo economico. "Gli effetti positivi di questi interventi si riverberano sull'occupazione. Anche le preoccupazioni sulle conseguenze dalla rivoluzione tecnologica si sono in parte ridimensionate", osserva il presidente regionale degli industriali, Pietro Ferrari, nel corso della presentazione dei dati congiunturali del secondo trimestre assieme a Carisbo e Unioncamere.

Per il resto, parlano i numeri: il Pil regionale a fine anno dovrebbe attestarsi su una crescita dell'1,8-1,9% (per la Germania e' previsto un 2,2%, l'Italia si fermera' all'1,4%). L'industria ha quasi recuperato i livelli pre-crisi, accrescendo il proprio peso sul valore aggiunto regionale (26,2%), segno che la manifattura ancora rappresenta il motore dell'economia regionale, capace di trascinare il sistema dei servizi. L'occupazione torna a crescere in questi tutti i settori del manifatturiero, con punte del +4,9% nel comparto 'alimentari e bevande'. 

I SETTORI CHE VEDRANNO NUOVE ASSUNZIONI. In realta' il grosso delle prossime assunzioni avverra' nel settore dei servizi e nel commercio (24.190), anche la richiesta di tecnici, progettisti e affini e' alta: 12.200 le entrate previste in area tecnica. La produzione manifatturiera, peraltro, continua a crescere: dopo il 2,4% del primo trimestre, l'incremento tra aprile e giugno e' stato del 3,1% e ha riguardato un po' tutti i comparti (a esclusione dell'industria del legno e del mobile), con le industrie meccaniche, elettriche e dei messi di trasporto a trinare.

Anche la dimensione d'impresa, in questo contesto, non sembra piu' una discriminante: nelle imprese da 10 a 49 dipendenti la produzione e' aumentata addirittura del 3,4%. Di pari passo crescono anche fatturati (+3,6%) e ordini (+2,9%, con picchi del 4% per la meccanica). Per la prima volta l'aumento del fatturato estero si allinea all'incremento del fatturato totale (rispettivamente +3,5% e +3,6%, "segno che la domanda interna e' ripartita, facendo crescere anche le aziende piccole", spiega Guido Caselli di Unioncamere. Le esportazioni nei primi sei mesi dell'anno hanno fatto registrare un +6,4%, in salita in quasi tutti i settori.

Resta bassa la percentuale delle imprese esportatrici: i due terzi delle aziende vendono i loro prodotti all'estero solo occasionalmente. "Si conferma la forte vocazione manifatturiera dell'Emilia-Romagna che tende a crescere irradiando gli effetti positivi anche sul settore dei servizi alle imprese. Come consolidare la ripresa? In tre mosse: innovazione, internazionalizzazione e informatizzazione", e' la ricetta del presidente regionale di Unioncamere, Alberto Zambianchi. 

(fonte DIRE)

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