Sentenza Deliveroo: "Sistema vecchio, ma corretto". I sindacati dei riders: "Importante per una condizione degna"

La piattaforma valuta il ricorso: "Da novembre questa tecnologia è stata sostituita da una più moderna, pertanto questa decisione non ha alcun impatto sul nostro modello di business"

“Prendiamo atto della decisione del giudice che non condividiamo e che fa riferimento a un sistema di prenotazione delle sessioni dei rider che non è più in uso”. Lo dichiara Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italy. dopo la decisione del Tribunale di Bologna che ha giudicato "discriminatorio" l'algoritmo di valutazione dei riders. 

“La correttezza del nostro vecchio sistema - prosegue Sarzana - è confermata dal fatto che nel corso del giudizio non è emerso un singolo caso di oggettiva e reale discriminazione. La decisione si basa, esclusivamente, su una valutazione ipotetica e potenziale priva di riscontri concreti: i rider, infatti, potevano cancellare la sessione prenotata fino all'ultimo momento prima dell’inizio, senza alcuna conseguenza sulla possibilità di collaborare con la piattaforma. Valuteremo con serenità la possibilità di ricorrere in appello, anche perché dal mese di novembre questa tecnologia è stata sostituita da un'altra, più moderna, che non prevede l'uso di statistiche, pertanto questa decisione non ha alcun impatto sul nostro modello di business”.

Riders Union: "Da questo momento in avanti per le aziende sarà più difficile battere sull' inquadramento dell'autonomia dura e pura, con la spada di Damocle dell'utilizzo dell'algoritmo per squalificare i lavoratori sgraditi o secondo loro poco prestanti" 

"Questo 2021 sarà un tornante fondamentale nella battaglia dei rider per rendere giustizia alle legittime rivendicazioni contro gli interessi predatori delle multinazionali del food-delivery", commenta Riders Union Bologna, il sindacato dei ciclofattorini "la sentenza di primo grado del Tribunale di Bologna, per l'accusa di condotta antisindacale dell'algoritmo nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, è un mattone importante verso la conquista di una condizione degna e per lo smascheramento delle storture che si nascondono sotto i colori sgargianti delle aziende della consegna di cibo a domicilio - si legge nella nota - da anni sosteniamo come i basilari diritti sindacali fossero calpestati, con le ritorsioni in forma di squalifica nell'assegnazione dei turni per le settimane successive anche per chi si assenta per motivi di salute". 

Per il sindacato "questo provvedimento si aggiunge ai precedenti ma ne sottolineiamo l'importanza per aver squarciato la menzogna della neutralità dello strumento tecnologico, utilizzato invece per arrecare danno ai rider che partecipano agli scioperi e a quelli che si assentano per malattia. Da questo momento in avanti per le aziende sarà più difficile battere sull' inquadramento dell'autonomia dura e pura, con la spada di Damocle dell'utilizzo dell'algoritmo per squalificare i lavoratori sgraditi o secondo loro poco prestanti - assicurano - ancora una volta abbiamo avuto ragione ma continueremo a batterci in tutte le sedi fino a che non raggiungeremo i nostri obiettivi: diritti, reddito e dignità". 

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