Economia

Ristoratori ancora in protesta, Favia: "La questura di Roma mi ha intimato di non andare"

Dopo aver toccato varie città, Bologna compresa, oggi i manifestanti tornano a in Piazza Montecitorio

Foto FB Giovanni Favia

"Quando la questura di Roma ieri mi ha telefonato intimandomi di non recarmi nella capitale ho risposto con cordialità ma negativamente". Lo scrive sui social l'ex 5 Stelle e promotore della lista Bfc, in vista delle amministrative bolognesi, Giovanni Favia, il quale, nella veste di "oste", nelle ultime settimane si è schierato con "IoApro", ristoratori e commercianti che contestano le restrizioni imposte a causa della pandemia. 

"IoApro" commercianti e ristoratori in Piazza Maggiore

Dopo aver toccato varie città, Bologna compresa, oggi i manifestanti tornano a Roma, con ritrovo alle 14:50 in Piazza San Silvestro e poi in corteo verso Montecitorio, dove, il 6 aprile, si erano registrati anche tafferugli con la Polizia. Poi è scattato una sorta di ultimatum di 48 ore "per legittimare le riaperture di tutte le attività economiche - si legge sulla pagina Facebook "IoApro" - porteremo 20.000 persone davanti al Parlamento".

"In questo momento al casello di entrata di Roma ci sono nove camionette delle F.O - scrive Favia sui social - il Palazzo stavolta ha paura e si sta chiudendo a riccio. A meno che non fermino il treno, ci vediamo fra poco. E ricordatevi che lottare davanti a un’ingiustizia è ciò che nobilita l’uomo. Sempre gandiani. E forza Bologna". 

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