Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Città deserta e negozi in saldo vuoti: "Dopo un 2013 tragico, le prospettive sono nere"

Il primo vero week end estivo coincide con l'avvio dei saldi. Pochissima gente in giro e nei negozi: "Abbiamo i magazzini pieni". I bolognesi prediligono i negozi più economici

Sarà stato il primo vero week-end di sole vero o la Notte Rosa in Riviera, ma Bologna è apparsa completamente svuotata in questo fine settimana di luglio.

Tutti i negozi hanno esposto le loto scitte "Saldi", anche in più lingue e nelle fogge più fantasiose, ma da quello che si vede in questi primi due giorni le prospettive non sono rosee.

Secondo le prime stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l'acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo 229 euro - meno di 100 euro a testa - per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro.

LE VIE DELLO SHOPPING. E in effetti, via Rizzoli, Indipendenza, Ugo Bassi, insomma le vie dello shopping, per giunta pedonalizzate, nulla hanno a che vedere con i pienoni visti sino ad ora "Certo forse la gente non comprava, ma guardava, passeggiava..." dice a Bologna Today la titolare di un'erboristeria. Si perchè, se fino a qualche anno fa i prezzi ribassati riguardavano i negozi di abbigliamento, oggi sono in saldo gli esercizi commerciali più diversi: la scitta appare anche su librerie, negozi di accessori e persino di mobili etnici. In saldo anche i prodotti solari "Abbiamo i negozi pieni con il freddo che abbiamo patito" un avventore ci dice "La storia ormai è fritta e rifritta la gente non ha soldi o ha paura di spenderli, troppe incertezze".

In pochi girano con i "sacchetti" dei negozi: "Un paio di sandali da 29 euro, due magliette, un costume, giusto per avere qualcosa di nuovo"  questo gli acquisti di ben quattro ragazze, totale 62 euro.

"Sembra quasi agosto" secondo la commessa di un negozio di scarpe in via Ugo Bassi, e non ha torto "forse sono tutti al mare, ho incassato 150 euro ed è quasi mezzogiorno, speriamo nel ritorno in città".

Quindi se prima i negozianti hanno pagato la stagione estiva balorda, oggi si trovano a pagare la voglia di mare? "Il 2013 per il settore dell'abbigliamento è stato tragico, è ovvio speriamo in questi due mesi e i saldi sono veri, non come ci dicono spesso, che tiriamo fuori la merce vecchia, è tutta nuova e purtroppo abbiamo tutte le taglie... Le prospettive sono nere".

TURISTI. Almeno un dato positivo. In centro forse più turisti che bolognesi. Molti orientali, olandesi e tanti spagnoli.

I BOLOGNESI COMPRANO "CHEAP".  Se prima si attendevano i ribassi per acquistare capi che a prezzo pieno risultavano troppo costosi, non sembrerebbe questa la tendenza 2013: i negozi di griffe, di fascia medio-alta sono deserti, mentre il pubblico, soprattutto giovane e senza esagerare, si rivolge a catene di prodotti che già "in stagione" hanno prezzi più contenuti come Bata, Zara, Jennifer, Tezenis e il solito H&M.

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