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Schlein: "Ristori subito per non lasciare spazio alle mafie"

"Non cedere un centimetro agli speculatori, agli usurai, alle mafie e alla criminalità organizzata"

"In un momento come questo anche i ristori alle persone più colpite dalla pandemia devono proseguire in maniera più veloce e significativa, anche per non cedere un centimetro agli speculatori, agli usurai, alle mafie e alla criminalità organizzata che in un momento cosi' difficile per la comunità cercano sempre di insinuarsi".

E' la riflessione della vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein. "Lo Stato e le istituzioni non devono lasciare un centimetro di spazio: serve che facciamo ogni sforzo in questa direzione", afferma Schlein nel corso della sesta edizione della Marcia della pace e dell'accoglienza di Bologna, che si è svolta cpme di consueto il 1° gennaio, ma online, su iniziativa del Portico della pace e con la collaborazione dell'agenzia 'Dire'.

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Il 2021 dovrà essere "un anno di ricostruzione e di riscatto - continua Schlein - che però non può che passare dalle nuove consapevolezze che la pandemia ci impone. La prima di queste non può che essere l'importanza di tutelare la salute, individuale e collettiva". Questa è la "missione di una sanità pubblica che va rafforzata - sottolinea - e va rafforzata soprattutto nei territori, cioè nei presidi territoriali: se il mio diritto di accesso alla cura dipende troppo da quanto dista casa mia da un grande centro urbano, allora rischia di diventare un diritto a metà". Di conseguenza, "l'impegno dev'essere anche quello di rendere capillare la presenza dei presidi sanitari sui territori - conclude Schlein - e integrarli meglio con la risposta sociale, la risposta alle solitudini e naturalmente anche con la risposta socio-sanitaria. Questo è uno dei fronti più urgenti su cui dobbiamo lavorare". 

L'allarme rischio di infiltrazione era stato lanciato anche dal colonnello della Guardia di Finanza di Bologna, Andrea Migliozzi: "Il pericolo maggiore, nonostante gli interventi dello Stato finanziati dal recovery fund, è indubbiamente quello del rischio dell’infiltrazione dei capitali illeciti provenienti dalle organizzazioni criminali che possono alterare e distorcere la fisionomia dei mercati - aveva detto a Bologna Today - e soprattutto consegnare nelle mani del crimine economico e organizzato attività commerciali, industriali e beni. Sotto questo profilo è incessante il lavoro di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti svolto dal Corpo anche attraverso l’analisi ogni anno di migliaia di segnalazioni di operazioni sospette".       “
 

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