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Presidente maestri di sci: "E' il quarto rinvio, stanno ammazzando la montagna"

"Abbiamo pazientato anche troppo, ritengo il nuovo presidente del Consiglio persona molto valida, quindi spero che questo sia l'ultimo decreto del governo Conte". Cna: "Due o tre giorni prima, si sarebbero risparmiate le spese organizzative"

"Sono veramente deluso e rammaricato che il governo, 12 ore prima, abbia preso una decisione di questo tipo, mi dispiace davvero, ritengo il nuovo presidente del Consiglio una persona molto valida, quindi spero che questo sia l'ultimo decreto, ma del governo Conte". 

E' l'opinione di Luciano Magnani, presidente del Collegio Mastri di sci Emilia-Romagna e Consorzio Monte Cimone, dopo la decisione del ministero della salute  di non riaprire gli impianti sciistici comunicandolo poche ore prima : "Sono andati contro la montagna, hanno ammazzato la montagna - tuona - stiamo lavorando da 10 giorni, abbiamo venduto 35mila euro di biglietti online per non creare file e assembramenti e ora ci troviamo spiazzati in questo modo. Nel nostro caso, erano state richiamate 78 persone". 

Magnani e altri 100 maestri di sci il 23 dicembre erano arrivati sul piazzale della sede della Regione in rappresentanza di 23 scuole per chiedere la riapertura ed erano stati ricevuti da Stefano Bonaccini: "Solo per gli impianti circa 10-12 milioni di euro per l'Appennino emiliano-romagnolo", aveva detto Magnani, senza considerare l'indotto, ma ora ci risiamo.

"Provi a pensare all'economia, a chi aspettava solo questo giorno per ripartire, è una delusione grandissima - sottolinea ancora - si tratta anche di rispetto per chi ha lavorato, operatori, maestri di sci, che sono stati avvisati solo 14 ore prima. E poi ristoranti, alberghi che avevano preso le prenotazioni e adesso devono richiudere. E' la quarta rinviano, abbiamo pazientato anche troppo - e conclude - i centri commerciali sono pieni e anche i centri storici, ma sugli sci non si può andare. Assurdo che il ministro Speranza e i suoi consulenti abbiamo preso una tale decisione". 

"Non posso non esprimere stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a pochissime ore dalla annunciata e condivisa ripartenza per domani" aveva detto Bonaccini, mentre Fratelli d'Italia chiede una presa di posizione del presidente della Regione giudicando la scelta "scandalosa". 

Rinvio apertura impianti sci, FdI: "Scelta scandalosa, il nuovo governo parte male"

"L'economia della montagna già in grave difficoltà, ha ricevuto un altro colpo durissimo - scrive Marco Gualandi, Presidente CNA - Impedire l'apertura degli impianti sciistici con così poco preavviso rischia di mettere in ginocchio definitivamente tutto il settore del turismo dell'Appennino: impianti di risalita, alberghi, ristoranti e tutto l'indotto. Come Cna chiediamo che vengano in tempi rapidissimi erogati ristori adeguati a queste categorie".

Cna si dice consapevole "della drammaticità che stiamo vivendo a causa del Covid e della enorme responsabilità di chi deve prendere decisioni che riguardano la salute dei cittadini- prosegue Gualandi- però crediamo che se si fosse avvertito della chiusura non quattro ore prima, ma due o tre giorni prima, si sarebbero risparmiate delle spese organizzative che le imprese hanno dovuto sostenere, inutilmente".

Concedere i ristori è ora "la prima risposta, immediata e necessaria- conclude Gualandi- ma poi ne dovranno arrivare altre appena l'emergenza del contagio auspichiamo diminuirà: il comparto turistico dell'Appennino bolognese andrà sostenuto con forza, perche' se queste imprese non dovessero farcela, tutta l'economia anche non turistica andrebbe in crisi e l'impatto sociale sul territorio sarebbe devastante. Facciamo squadra per tutelare le imprese montane del turismo, così investiremo per il futuro dell'Appennino".

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