Turismo, sciopero il 15 aprile: a rischio stop mense, autogrill e ristoranti

Mense vuote (anche nelle scuole e negli ospedali), bar e ristoranti, autogrill e fast food chiusi;niente agenzie di viaggio, personale degli alberghi a braccia incrociate. E' quel che può succedere domani anche in Emilia-Romagna per via della mobilitazione proclamata dai sindacati per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo scaduto

Mense vuote (anche nelle scuole e negli ospedali), bar e ristoranti, autogrill e fast food chiusi; ma anche niente agenzie di viaggio e tour operator, personale degli alberghi a braccia incrociate. E' quel che può succedere domani anche in Emilia-Romagna per via della giornata di sciopero proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo scaduto da 24 mesi. Sono previste anche tre manifestazioni: a Milano (dove andranno i lavoratori dell''milia-Romagna a bordo di pullman in partenza da varie città), Roma e Taormina.

L'obiettivo è riaprire i tavoli del negoziato per sbloccare una vertenza che in due anni e mezzo, secondo i confederali, ha visto vari tentativi di "ridurre i diritti dei lavoratori, presentando richieste di restituzione" di quattordicesima, scatti di anzianità, tutela della malattia. Alcune controparti, come Fipe-Confcommercio e Angem hanno anche disdettato il contratto nazionale del Turismo, per "tornare a contratti di settore peggiorativi sul piano di diritti e retribuzioni", spiega il sindacato aggiungendo che, come se non bastasse, il "settore turismo è purtroppo caratterizzato da ampia precarietà, terziarizzazioni ed estrema flessibilità contrattuale, situazione peggiorata con l'introduzione delle nuove normative sugli ammortizzatori sociali, come la Naspi, che rispetto alla vecchia disoccupazione prevede una copertura ridotta sia in termini quantitativi che di durata".

In totale, in Italia più di un milione di persone aspetta questo contratto. A Parma, ad esempio, sono 5.000; a Imola 2.000. Lo sciopero coincide poi con la giornata di protesta globale "Global Fast-food Workers''Action Day" indetta dal sindacato mondiale del turismo a tutela dei diritti del lavoratori dei fast food in tutto il mondo.
Dice la Cgil da Parma: "La mancata volontà di chiudere dignitosamente un rinnovo che riguarda una più di un milione di lavoratori in un momento particolare come questo per il settore turismo in Italia, con l'Expo e il Giubileo alle porte, la dice lunga sulla miopia di una compagine datoriale che continua a non voler comprendere che la professionalità e la valorizzazione dei lavoratori sono fondamentali per rilanciare questo settore. Da una crisi che sembra sempre più profonda l'Italia potrebbe infatti uscire investendo sul turismo e sulle sue vere risorse: i lavoratori" .

Per Morena Visani e Alessandra Loreti (Filcams Imola), "siamo di fronte a controparti che non hanno unità di intenti perchè portavoce di esigenze diverse, se non il fine comune di lucrare sui diritti fondamentali dei lavoratori". L'ultimo aumento risale ad aprile 2013, 18,74 euro lordi per un tempo pieno al quinto livello. E ad attendere ci ora ci sono lavoratori regolarizzati a part-time, ma "sottoposti a tanto lavoro irregolare e turnover soprattutto nei piccoli esercizi". Ma ora discutere un contratto con la crisi che picchia, porta a "sfiancare i lavoratori", continuano Visani e Loreti. Insomma, è uno sciopero ''difficile'': "Se da un lato l'incertezza occupazionale non aiuta ad alzare la testa quando si subiscono dei soprusi, dall''altro chi pensa di avere un lavoro sicuro combatte con uno stipendio che comunque non consente di sostenere tutte le spese del vivere quotidiano".
La Cgil aggiunge che "nemmeno dal mondo cooperativo giungono segnali lontanamente positivi. Le centrali coop non hanno mai firmato il contratto Turismo, pur applicandolo". E infine pesa il Jobs Act: ai tanti che lavorano in appalto toglie "garanzia occupazionale".

(agenzia Dire)

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