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Economia

Poste in sciopero il 9 marzo: vs la chiusura degli uffici e la carenza di organico

La mobilitazione, proclamata da Slc-Cgil e Uil-Poste, interesserà tutti i lavoratori applicati alla sportelleria degli uffici postali della regione, lo sciopero dello straordinario e della banca ore, con la conseguente interruzione del servizio alla clientela

Il prossimo 9 aprile sciopera il personale delle Poste in tutta l'Emilia Romagna. La mobilitazione, preannunciata, è stata proclamata oggi da Slc-Cgil e Uil-Poste: interesserà tutti i lavoratori applicati alla sportelleria degli uffici postali della regione, lo sciopero dello straordinario e della banca ore, con la conseguente interruzione del servizio alla clientela.

CARENZA PERSONALE. Alla base della protesta "l'aumento della carenza di personale, per pensionamenti ed esodi incentivati, negli uffici postali della regione", che ha anche portato ad aprire una vertenza regionale lo scorso 29 febbraio. Negli incontri avuti con l'azienda - spiegano i sindacati - "nei tempi previsti dalle procedure di raffreddamento e conciliazione nei servizi pubblici, la dirigenza di Poste ha dato risposte insufficienti alla risoluzione delle problematiche poste dalle Organizzazioni Sindacali".  I sindacati, puntano il dito contro il fatto che "si riscontra ormai da troppo tempo, una carenza strutturale nella sportelleria, dove Poste da sempre si rende indisponibile a definire gli organici minimi all'interno degli uffici; il tutto aggravato da strumenti di lavoro obsoleti e malfunzionanti che rallentano le lavorazioni e da condizioni ambientali ed igieniche non consone".

CHIUSURA UFFICI POSTALI. Altro argomento sul tavolo di discussione è la il piano di chiusura e razionalizzazione degli uffici postali in regione, per un totale di ottanta, annunciato da Poste e che dovrebbe prendere avvio già dal prossimo mese.
Negli incontri le sigle sindacali hanno ribadito che le "chiusure devono essere anche materia di confronto e trattativa con le istituzioni  e gli enti locali, essendo Poste erogatore del servizio universale su concessione dello Stato". Per questo sono state coinvolte la Regione, le comunità montane, le province ed i sindaci dei comuni interessati, appunto con "l'obiettivo di mettere tutti intorno ad un tavolo per concordare le  eventuali chiusure o razionalizzazioni  possibili, e apportare le necessarie modifiche al piano presentato in modo unilaterale da Poste".
 
 

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