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Tensioni all'Interporto, nuova protesta ai magazzini Yoox|VIDEO

Con un video, Laboratorio Crash, segnala una "grave aggressione al picchetto, un camion ha cercato di investire le scioperanti provando a forzare il blocco"

 

Ancora una giornata di tensioni e di "sciopero per le lavoratrici" oggi ai magazzini Yoox dell'Interporto di Bologna.

Con un video, Laboratorio Crash, segnala una "grave aggressione al picchetto, un camion ha cercato di investire le scioperanti provando a forzare il blocco".

"Anche oggi siamo all'interporto al fianco delle lavoratrici della YOOX in sciopero per chiedere orari e condizioni lavorative dignitose - si legge sul profilo FB di Laboratorio Crash - il blocco dei magazzini continuerà finché le richieste avanzate all'azienda sfruttatrice non verranno ascoltate" e nel frattempo si annuncia un presidio/corteo per sabato 12 dicembre alle 15.30 in Piazza del Nettuno. 

Sciopero magazzini, Yoox risponde: “Nostra priorità salute e benessere” 

"Già non molti anni fa le facchine in appalto ebbero il coraggio di scioperare contro sfruttamento e discriminazioni, denunciando le molestie subite dai capetti delle cooperative.
Oggi con la scusa della pandemia è il modello stesso di gestione del lavoro da parte di Yoox a farsi nuovamente sistema di iper-sfruttamento sessista. L’azienda ha infatti imposto un radicale cambio dei turni di lavoro unitamente ad una riduzione delle pause, sistema destinato a rimanere anche oltre la pandemia. Una riorganizzazione intesa a massimizzare i profitti che ha già costretto molte operaie a licenziarsi. Lo scenario che queste donne si sono trovate di fronte era ed è complicatissimo: turni stravolti, scuole chiuse, figli da gestire, mariti in cassa integrazione, congedi al 30% , la paura di contagiare i propri cari. Ma per Yoox le condizioni di vita delle lavoratrici non hanno alcuna importanza. L’unica cosa che conta è il profitto senza interruzioni - continua la nota - per queste ragioni nelle ultime settimane le operaie del Sicobas si sono ribellate e insieme ai loro colleghi hanno iniziato a scioperare. Sono perlopiù donne, migranti e madri che non vogliono essere costrette a scegliere di licenziarsi. Le controparti aziendali e istituzionali hanno opposto un muro di gomma. Il business della logistica digitale che  ha accumulato sempre più profitti sfruttando la pandemia, deve andare avanti come se niente fosse e - Crash conclude - con questa pandemia gli effetti delle disuguaglianze tra ricchi e poveri aumentino sempre più facendo pagare un costo sociale altissimo alle classi più esposte alla precarietà e alle donne".

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