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Martedì, 5 Luglio 2022
Economia

Scuola, le iscrizioni ai tecnici stagnano: 'La promozione non sta funzionando'

Famiglie e ragazzi continuano a scegliere i licei nonostante opportunità di lavoro praticamente certe con il diploma tecnico. La provocazione: 'Mettiamo il numero chiuso'

Non si può certo dire che il sistema, con tutti i suoi pezzi, non ci stia provando. Le campagne e gli sforzi per promuovere l'istruzione tecnica si moltiplicano. Con scarsi risultati. "Non c'è stata la risposta che ci aspettavamo", ammette Daniele Ruscigno, consigliere della Città metropolitana con delega all'Istruzione, facendo i conti delle iscrizioni negli istituti superiori per il prossimo anno scolastico. "I tecnici tengono, anche se in numeri assoluti ci sono 30 iscritti in meno, dai 2.898 a 2.797", spiega alla commissione scuola del Comune di Bologna.

"Nonostante gli sforzi i licei crescono ancora. Forse si potrebbe pensare ad introdurre il numero chiuso", è la proposta choc di Sergio Pagani, preside dell'Iis Ettore Majorana di San Lazzaro. "Non è consentito per legge. E poi è una cosa da evitare", è la replica a stretto giro di Ruscigno. Resta il fatto che a dispetto della certezza quasi matematica di trovare un impiego subito dopo il diploma (se non addirittura prima), la promessa di ricchi stipendi (soprattutto per i trasfertisti meccanici) e possibilitè di carriera, lo 'storytelling' sulle opportunita' offerte della formazione tecnica, evidentemente, non fa presa sui ragazzi e sulle famiglie.

"E' un problema anche di reputazione", evidenzia Pagani, che, tuttavia è soddisfatto di come stanno andando el cose per la sua scuola. "In pochi anni siamo cresciuti del 50%, anche se ora abbiamo bisogno di spazi ulteriori- spiega- abbiamo grande attenzione dalle aziende del territorio", che poi sono Ima, Marchesini, Alce Nero e altre importanti realtà del territorio a est del capoluogo.

"Al Belluzzi abbiamo una richiesta più ampia rispetto ai ragazzi che possiamo diplomare. Purtroppo, prevale una cultura 'gentiliana' della scuola, per cui i ragazzi vengono indirizzati verso i licei, con il rischio di portarli in molti casi all'insuccesso scolastico. Le aziende si stanno muovendo, non solo le grandi. Ma questo, purtroppo, muove poco l'utenza", avverte la dirigente Roberta Fantinato. Per questo, secondo alcuni, sarebbe bene già intervenire alle scuole medie, formando gli insegnanti chiamati a guidare i ragazzi nella scelta della scuola superiore. Insomma, Prevale ancora il modello per cui chi è bravo va al liceo, chi ha più difficoltà viene indirizzato verso i professionali o i tecnici.

Che fare, però, per dare risposta alle imprese che cercano disperatamente periti? "C'è un problema di orientamento di tipo culturale, ma invertire la tendenza richiede tempo. Credo, però, che si potrebbe lavorare sulla reversibilità di chi non ha una formazione tecnica", è la proposta di Marco Lombardo, assessore comunale al Lavoro. (Vor/ Dire) 

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