Economia

Fine blocco sfratti, sindacati in piazza: "Ricorso a esecuzioni forzate, si rischia il conflitto sociale"

Manifestazione il 23 giugno davanti alla Prefettura. In Regione le famiglie con difficoltà a pagare l'affitto fino a quasi 52.000

Dal 1° luglio tornano eseguibili gli sfratti il cui provvedimento sia stato emesso prima del 20 febbraio 2020, mentre da settembre diventeranno esecutivi quelli decisi nel corso del 2020. "Tutto ciò avverrà senza che siano state previste misure adeguate alla gestione di un fenomeno che colpirà migliaia di famiglie", fanno sapere Cgil-Cisl-Uil e i sindacati inquilini Sunia-Sicet-Uniat che il 23 giugno si ritroveranno alle 10.30 in piazza Roosevelt davanti alla Prefettura. Sperano di incontrare la Prefetta di Bologna, Francesca Ferrandino, "affinché possa trasmettere al Governo le gravi ragioni del disagio abitativo e le proposte dei sindacati per porvi rimedio".

Le famiglie nella regione con difficoltà a pagare l'affitto fino a quasi 52.000

Saranno appunto amministrazioni locali e Prefetture ad essere "chiamate ad affrontare nei territori questa nuova gravissima emergenza" continuano i confederali e, in Emilia-Romagna, l'ultimo bando del contributo affitto emesso dalla Regione ha evidenziato "una crescita del disagio abitativo", quindi un chiaro segnale.

Le famiglie nella regione con difficoltà a pagare l'affitto sarebbero cresciute fino a quasi 52.000, "mentre con le risorse fin qui stanziate si potrà rispondere positivamente solo al 20% delle domande presentate e in regola con i requisiti", quindi il problema persite "nonostante il consistente impegno che in questi anni la Regione e alcuni Comuni capoluogo hanno profuso, destinando risorse importanti del loro bilancio per favorire l'esercizio del diritto alla casa", dicono Cgil-Cisl-Uil assieme a Sunia-Sicet-Uniat.

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I sindacati hanno da tempo sollecitato Prefetture e Comuni ad attivare tavoli specifici per la gestione dell'emergenza, "che consideriamo davvero necessari, per garantire il passaggio da casa a casa". Poi ci sarebbe lo stanziamento di ulteriori risorse al fondo di sostegno all'affitto, al fondo per la morosità incolpevole e incentivi alla rinegoziazione dei canoni. Oppure, ristori ai proprietari che subiscono il ritardo nei canoni, misure di graduazione delle esecuzioni degli sfratti, attraverso uno stanziamento adeguato e diretto ai Comuni e anche utilizzando le risorse dei fondi di sostegno all'affitto, per la morosità incolpevole ancora non ripartiti per il 2021 ed in parte anche per il 2020 oltre a quelli autonomi delle Regioni e dei Comuni nonché una ricognizione di alloggi pubblici disponibili.

Bisognerenbbe accelerare "le procedure necessarie a erogare contributi agli aventi diritto che invece sono rallentate da passaggi e criteri farraginosi, inadatti a dare risposte tempestive ai cittadini" e lo stesso "esiguo contributo a fondo perduto" per i proprietari disposti ad accordare la riduzione dell'affitto "è fermo in attesa del provvedimento attuativo dell'Agenzia delle entrate". A livello locale, poi, le cabine di regia nelle Prefetture e dei Comuni servirebbero "per produrre protocolli efficaci con le forze sociali rappresentative degli inquilini e dei proprietari" per impostare "soluzioni di accompagnamento sociale, compatibili col grave momento del paese, evitando il rischio di un conflitto sociale che può derivare da un massiccio ricorso ad esecuzioni forzate degli sfratti senza alternative per le famiglie estromesse" tantopiù mentre ancora si deve finire la campagna vaccinale. (dire)

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