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'Stangata' su radio-tv per i commercianti: "Nuovi costi per una categoria già colpita"

Nuova rottura tra i commercianti e l'amministrazione. Ascom boccia la nuova delibera omunale, che "si profilano nuovi costi per le imprese della nostra città"

Dopo il braccio di ferro sull'ordinanza riguardante gli orari dei locali della zona universitaria, nuova rottura tra i commercianti e l'amministrazione comunale di Bologna. E' l'Ascom, in particolare, a segnalare e bocciare "l'introduzione di nuovi obblighi amministrativi e nuovi costi per una categoria già ampiamente colpita".

Il problema nasce da una delibera approvata dalla Giunta di Palazzo D'Accursio, spiega l'associazione di categoria in una nota, che "si rivolge alle attività rumorose temporanee soggette alla presentazione di Scia". In base ai contenuti della delibera, "si profilano nuovi costi per le imprese della nostra città", continua l'Ascom. Questo perchè è stato disposto che l'installazione ed utilizzo di impianti per la diffusione sonora, compresi anche i semplici televisori e le radio di piccole dimensioni (cosiddette ''radioline'') all'interno dei pubblici esercizi (ristoranti, pizzerie, trattorie, bar, mense, attività ricreative, agroturistiche, culturali e di spettacolo, sale da gioco, palestre ed anche i circoli privati)- continua la nota- dovrà prevedere obbligatoriamente la contestuale presentazione della relativa documentazione di previsione di impatto acustico".

In sostanza, "chiunque abbia un qualsiasi strumento di diffusione sonora all'interno del proprio pubblico esercizio o locale dovrà sostenere questo nuovo onere obbligatorio- scrive l'Ascom- che fino ad oggi era previsto solo per impianti amplificati con diffusori con potenza superiore ai 20 Watt Rms".

In una fase economica "come quella che stiamo ancora attraversando- attacca l'Ascom- non ci aspettavamo un provvedimento di questa natura, soprattutto a carico di una categoria che è già esposta a numerose tasse ed imposte in materia di diritti musicali e discografici". Per altro, gli obblighi citati riguardano "livelli di rumorosità (20 Watt Rms) assolutamente sostenibili", conclude l'associazione.

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