Terremoto, l'agroalimentare in allarme: mucche sotto shock. Emergenza latte

Dopo il disastro del Parmigiano, Coldiretti allerta sulla situazione nelle stalle delle zone terremotate: sovraffollamento, mucche impaurite, penuria di cibo. Crolla del 10/15% la produzione di latte

Tanti i danni alle aziende e all'economia, già in crisi, della nostra Regione inseguito al terremoto di questi giorni. L'agroalimentare è in gran sofferenza: dopo il disastro del Parmigiano (danneggiate dal terremoto un milione di forme), Coldiretti allerta anche sulla situazione che in queste ore si sta verificando nelle stalle delle zone colpite dal sisma.

Le mucche, impaurite dalle continue scosse telluriche, e rimaste senza cibo, hanno smesso di produrre latte. Si parla di un crollo della produzione di circa il 10 - 15% .

Per Coldiretti, infatti, "in almeno il 20% degli allevamenti colpiti manca una fornitura adeguata di cibo per gli animali a causa del crollo dei magazzini con fieno e foraggi". Inoltre, spiega l'associazione in una nota, "in alcune stalle si attendono le necessarie verifiche per mettere in sicurezza le mucche che, nelle aree interessate dal terremoto, sono scioccate dal sisma, si nascondono e passano intere notti insonni".

Se nei capannoni di stagionatura sono crollate a terra complessivamente quasi un milione di forme di 40 chili di Grana e Parmigiano, nelle stalle - sottolinea la Coldiretti - oltre ai danni strutturali si registra un crollo della produzione di latte stimata superiore al 10-15% per lo stress provocato alle mucche".

"Quando c'é stato il terremoto - spiega nella nota di Coldiretti - le mucche hanno smesso di dare latte per la paura e hanno saltato un turno di mungitura e anche adesso le vedi che non riposano, stanno sempre in piedi, con le orecchie dritte, all'erta perché loro sentono anche le scosse più piccole che magari noi non avvertiamo". A causa del sisma, poi, molte stalle hanno subito danni ed è stato necessario sfollare anche gli animali ospitati in strutture di altre aziende. Gli allevamenti della zona - conclude la Coldiretti - sono "il fulcro di un sistema produttivo che ha dato origine ed alimenta la Food Valley italiana dalla quale partono verso l'Italia ed il resto del mondo le più prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano ma anche latte ad uso alimentare per i cittadini".

 

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