Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Titan, nuovo sciopero: 'Speculazione dell'azienda, delocalizza a Finale per le agevolazioni post sisma'

Domani sit-in sotto i palazzi della Regione. L'Altra Emilia sarà al fianco dei lavoratori: “E'incredibile che una multinazionale abbia la libertà di smantellare una fabbrica che non é in crisi... Non è l'unico caso a Bologna, così anche Guaber e Kemet Governo incapace di frenare le delocalizzazioni'

Tornano a scioperare i lavoratori della Titan di Crespellano. Domani, 31 ottobre, al via una manifestazione a Bologna sotto la sede delle Regione Emilia Romagna, dove alle 9 è previsto l'incontro sindacale con i dirigenti della multinazionale e tutte le Istituzioni coinvolte, in merito alla vertenza seguita alla scelta della Titan di chiudere lo stabilimento di Valsamoggia, avviando una procedura di mobilità (licenziamento collettivo) per tutti i dipendenti dell'azienda, "nell'ambito di un più generale processo di delocalizzazione e disimpegno di Titan dal nostro paese".

 

Nel frattempo i lavoratori hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che era già stato a Crespellano il 10 ottobre scorso in occasione della posa della prima pietra del nuovo stabilimento Philip Morris. "Abbiamo invitato il Premier a venire in fabbrica e a vedere cosa sta succedendo nel paese reale, perché un Governo non può essere indifferente o, peggio ancora complice, delle scelte di multinazionali che decidono, senza discutere con nessuno dei soggetti coinvolti, di cancellare interi siti industriali e posti di lavoro, impoverendo il territorio dove per anni si sono continuati a fare utili".

I lavoratori intanto hanno ricevuto l'appoggio dell’Altra Emilia Romagna, che ha fatto sapere "sarà al loro fianco venerdì”. Ieri mattina, una delegazione  si è recata alla Titan per incontrare i lavoratori in presidio permanente. “E' incredibile – commenta dopo l’incontro Claudia Candeloro, candidata nella lista bolognese dell’Altra Emilia Romagna - che una multinazionale, in un territorio come quello emiliano-romagnolo, abbia la libertà di smantellare una fabbrica che non é in crisi, che ha un proprio mercato, mettendo sulla strada piú di 180 lavoratori e famiglie, sacrificando la loro dignità e professionalità e impoverendo il tessuto industriale del territorio della Valsamoggia”. “Siamo contro qualsiasi tipo di speculazione dell'azienda, che vorrebbe delocalizzare a Finale Emilia approfittando delle agevolazioni del post terremoto e venerdì saremo davanti alla Regione a dare solidarietà ai lavoratori della Titan, durante il loro incontro con azienda e Regione” assicura.

DELOCALIZZAZIONE, DIVERSE LE REALTà A RISCHIO. I dipendenti della Titan hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio invitandolo "a venire in fabbrica e a vedere cosa sta succedendo nel Paese reale". Ma in realtà – commenta il giuslavorista Piergiovanni Alleva, capolista a Bologna dell’Altra Emilia Romagna, interpellato in questi giorni dal Governo sul Jobs Act in qualità di esperto – le vicende delle tante fabbriche che, in Emilia Romagna, sono in difficoltà, tra cui, oltre alla Titan, anche la Guaber (annunciata chiusura della sede di Casalecchio) e la Kemet (50 lavoratori ora a rischio), rappresentano solo l'ultimo esempio dell’ incapacità da parte del governo nazionale e regionale di mettere in atto una strategia per frenare i processi di delocalizzazione. Il caso Titan preoccupa ancora di più perchè, addirittura, l’azienda ha prospettato azioni repressive, in stile anni ‘50, contro i lavoratori che stanno occupando l'azienda per difendere il loro posto di lavoro.  Il Pd e il suo candidato alla presidenza, Stefano Bonacini, si mostrano reticenti, a parte frasi di circostanza, nel denunciare queste speculazioni,  il che rimarca come la loro idea di sviluppo sia attenta alle esigenze della speculazione e della finanza piuttosto che alla tutela dei lavoratori.
 

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