UE ed Emilia Romagna a sostegno della bellezza, Bonaccini: "Turismo asset di crescita per un’economia sostenibile"

Conferenza on line sul rilancio del turismo con il Presidente Bonaccini, deputati europei e i rappresentanti del settore

"L’Emilia Romagna ha bisogno che l’Unione europea sostenga la bellezza”. Così ha commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini durante l’incontro online organizzato dal Parlamento europeo in Italia, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dalla Regione Emilia-Romagna per analizzare le prospettive della ripartenza sul turismo. Un settore strategico su cui poggia il 13% dell’occupazione della regione. Amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni UE e operatori del settore si sono confrontati per mettere a fuoco le misure europee che permettano al comparto di rilanciarsi. Tra queste, lo strumento SURE, gli investimenti da parte di BCE e BEI e soprattutto le opportunità offerte dal prossimo Next Generation EU con il cosiddetto Recovery Plan. La progettazione di un ecosistema turistico europeo sostenibile, innovativo e resiliente, che tenga conto dell’Agenda europea per il turismo 2050 è stato un altro tema caldo discusso durante la mattinata di confronto.

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Il presidente Bonaccini ha spiegato che l’Emilia Romagna punta sulle coste, con un investimento ingente per ristrutturare i lungo mare, ma anche sulle città d’arte, sui centri termali  e sulla posizione strategica della regione. Sarebbero tre i pilastri che negli ultimi cinque anni hanno rilanciato l’economia dell’Emilia Romagna: "Manifattura, cultura, turismo. Per noi è importante che l’Unione europea comprenda che il turismo è un asset di crescita per un’economia sostenibile", ha concluso Bonaccini.
 
Sul ruolo dell’Unione europea è stato critico Carlo Fidanza, capo delegazione Fratelli d’Italia (ECR), che ha spiegato: "I trattati prevedono che le competenze sul turismo non spettino strettamente all'UE, però c'è una certa miopia nazionale e dell’Unione sull’importanza di rilanciare turismo”. Elisabetta Gualmini (S&D, PD) ha invece insistito sull’importanza degli strumenti europei per la ripresa: “Si potrebbe dedicare un capitolo di spesa del bilancio pluriennale proprio e solo al turismo e lavorare sulla sostenibilità agganciandolo ai settori economici strategici secondo l’idea di un’Europa più verde, digitalizzata e attenta agli aspetti sociali. Bisogna ricordare che l'UE è un sistema democratico complesso che mette insieme Paesi e voci diverse. L’Ue deve ora ristabilire la fiducia e dimostrarsi in grado di recuperare la sua credibilità e la capacità di problem solving”.
 
Mara Bizzotto (ID, Lega) ha evidenziato che è lontano il momento in cui l’Italia arriverà ad ottenere i fondi: “Non prima del 2022. Nel frattempo l’Unione europea deve fare di più. Per questo serve un governo forte che faccia presente a livello europeo l’importanza del settore turistico per l'Italia.” Mettere in rete tutti gli operatori del settore è cruciale per Sabrina Pignedoli (NI, M5s) che ha poi ricordato come sia fondamentale che in questo momento ci si spenda per una comunicazione positiva del nostro paese: “Bisogna spiegare che adesso l’Italia è un luogo sicuro in cui si può tranquillamente venire a trascorrere le proprie vacanze”.
 
All’incontro sono intervenuti anche Andrea Corsini, assessore Turismo e trasporti Regione Emilia-Romagna, e gli stakeholders: Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, Claudio Fantini, titolare Fantini club Cervia, Giuliano Grani, titolare di società di gestione impianti sciistici dell’Appenino, Lino Giglioli, presidente Consorzio terme dell'Emilia-Romagna), Francesca Velani, coordinatrice di Parma 2021, Enrico Postacchini, presidente Aeroporto di Bologna. Hanno introdotto e chiuso il panel Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia, Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e Ovidiu Ene, policy officer presso la Direzione Generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI della Commissione europea.

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