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Nuovo Dcpm, i gestori di via Petroni: "E' la nostra condanna a morte"|VIDEO

Lumini a terra per ricordare un barista lombardo che si è ucciso nel suo locale: "La salute viene prima di tutto, ma sono i risparmi di anni"

 

"Siamo tutti Massimo": In via Petroni, lumini a terra e uno striscione, un presidio dei colleghi gestori per ricordare il barista di Lodi che si è suicidato nel suo locale aperto pochi mesi fa. 

Per gli esercenti è inaccettabile la chiusura alle 18 di bar e ristoranti stabilita nell'ultimo decreto del presidente del Consiglio: "Una condanna a morte per tutti i commercianti la chiusura alle 18, non ce la facciamo anche se la salute viene prima di tutto, ma sono i risparmi di anni". 

"Quello che è capitato a Massimo, poteva capitare a ognuno di noi - ha detto il titolare del bar Balanzone - devo pagare bollette, affitti e dipendenti, il covid è sicuramente pericoloso, ma non potete lasciarci così. Noi di via Petroni non abbiamo neanche i tavolini perchè ci è stato negato il permesso". 

Nuovo Dpcm, Confesercenti scrive alle istituzioni: "Rabbia e scoramento" 

"Siamo condannati da più di 7 anni perchè dobbiamo chiudere alle 11 - dice un altro esercente - mentre in tutta Bologna possono gare quello che vogliono fino alle 3 di notte, chiediamo che non vi siano più due pesi e due misure. Noi per tutti i nostri negozi abbiamo pagato, ora non ci darebbero neanche un terzo". 

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