Ai confini della memoria - segno e colore - artisti tra 800 e 900

Mostra Retrospettiva - commento del critico d'arte Pompea Vergaro

IL SENSO E IL VALORE DELLA MEMORIA NELL’ARTE
Per un granello d’immortalità!

La mostra Retrospettiva “AI CONFINI DELLA MEMORIA. Segno e colore. Artisti tra 800 e 900” è una preziosa raccolta allestita negli spazi dell’Associazione Culturale “La Casa di SilLa” nel cuore di Imola, curata con perizia e passione dall’imolese, artista e pirografista Silvana Bissoli.
È una sorta di attraversamento dalla fine dell’800 lungo il 900, tra i cosiddetti “secolo lungo” e “secolo breve”. Sono quegli gli anni in cui la Società vive trasformazioni epocali, mai verificatesi prima nella cultura, nella scienza, nella tecnologia, nell’architettura, nella religione. E il mondo dell’Arte non si sottrae a questa trasformazione: prendono corpo nuove tendenze e un pullulare di artisti.
I visitatori negli spazi dell’Associazione potranno godere di opere di artisti di origine imolese, ma non solo, poco conosciuti o persino dimenticati i quali non hanno varcato i templi consacrati all’Arte, ma fanno parte di collezioni private, come Ado Babini, Francesco Caltagirone, Giorgio De Chirico, Tonino Dal Re, Tommaso Della Volpe, Domenico Di Rosa, Carlo Leoni, Luciano Manetti, Anacleto Margotti, Norma Mascellani, Ermanno Pittigliani, Alberto Rossi, Lisa Moretti Santi, Vittorio Impero Strano. Tra questi possiamo escludere De Chirico, Tommaso Della Volpe e Tonino Dal Re che occupano spazi significativi sia nelle Gallerie che nei Musei.
In mostra opere pittoriche, incisioni, grafiche, fotografie, narrano rappresentazioni dal vero: paesaggi, atmosfere oniriche e quotidiane, ritratti, nature morte, mantenendo fede alla tradizione, anche se alcuni si accostano alle nuove correnti artistiche: si sottolinea la metafisica dechirichiana, con i larghi spazi desertici e il surrealismo di Tonino Dal Re.
Il genere di operazione di questo Progetto ha radici profonde nel mondo dell’Arte e nella stessa esistenza dell’uomo, che si racchiude nel “senso e nel valore della memoria e nel timore di cadere nell’oblio”. Due sentimenti distinti, ma legati. È un lavoro di riflessione sul ricordo, un tentativo di sottrarre gli artisti all’eterno silenzio della dimenticanza.
Grande importanza per ogni individuo, è lasciare un segno, una traccia della propria esistenza. Un anelito che si perde nel mito greco e romano: le Titanidi, Mnemosine alla quale fu attribuita la personificazione della memoria ed il potere di ricordare, e Lete, il fiume dell’oblio e della dimenticanza.
Si sa che il confine nel suo significato etimologico è il limite che separa, ma, una volta giunti alla sua soglia, ci è offerta l’opportunità di varcarlo! Per questa ragione giungere “Ai confini della memoria” significa acciuffarla, per poter concedere a ogni opera quello che tanto teme: l’oblio e la dimenticanza e restituirgli il ricordo.
Lo esige l’Arte che, lasciando una traccia sotto forma di immagine simbolica, tenta di evocare ciò che l’artista vorrebbe comunicare di se stesso agli altri, in particolare a coloro che verranno.
Umberto Eco sostiene che “tutti i segni producono presenze e non assenze” lasciando un segno nella Società e nella Storia del proprio tempo, rivolto alle persone e alla natura. Ma Silvana Bissoli è andata oltre: consapevole che c’è un arcipelago sommerso di Artisti, con questa mostra retrospettiva ha cominciato a preservare, o in un certo qual modo, a salvare 14 artisti per donare loro, nel proprio segno unico e irripetibile, un granello di immortalità!
“Noi dobbiamo seminare. Sicuramente non germoglierà tutto, ma a noi basta che germogli un seme. Questo porterà degli altri frutti che produrranno degli altri semi. Se tu credi in una strada, devi ‘fare’; ci saranno mille persone che non crederanno, ne basta una, la vita è una catena aperta…” (Lucrezia De Domizio Durini, 1991, Il cappello di feltro, Carte Segrete)

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