“L’amante” di Harold Pinter a teatro

Un testo sottile e beffardo di Harold Pinter sulla sacralità borghese della coppia, che il regista Lelio Lecis proietta sulle dinamiche delle relazioni contemporanee.

di Harold Pinter
regia di Lelio Lecis
con Lea Karen Gramsdorff, Simeone Latini

spazio scenico Lelio Lecis
costumi Marco Nateri
assistente regia Erika Carta
assistente scenografie Simone Dulcis
assistente costumi Noemi Tronza
direzione tecnica Lele Dentoni
foto Laura Atzori

produzione Akròama

Ogni mattina il marito va al lavoro chiedendo alla moglie se quel giorno, nella loro rispettabile casa borghese, lei vedrà il suo amante, mentre lui non esita a propria volta ad ammettere di incontrare regolarmente una prostituta. La sera, i due si raccontano i dettagli di queste loro relazioni. Ma non tutto è come sembra. Un testo considerato “minore” di Harold Pinter, che in realtà risulta deflagrante, soprattutto considerando da una parte le convenzioni teatrali del 1962 – anno in cui fu scritto – e dall’altra le convenzioni sociali fondate sulla sacralità della coppia. Un testo graffiante, beffardo, che gioca con le sfumature del linguaggio e al tempo stesso prende a picconate il perbenismo.
Ma, al tempo stesso, il testo – e lo spettacolo diretto da Lelio Lecis – affronta questioni che vanno più in profondità nelle dinamiche delle relazioni. Quale dei due coniugi ha torto, quale ha ragione? Colui che vuole smettere o colui che vuole continuare? Esiste nell’intricato gioco dell’amore un sereno e pacifico finale al quale tendere per vivere insieme felici e contenti? Finché c’è tensione, c’è una storia ed è per questo che gli “amanti” vivranno per sempre. Il sesso è totalmente dedito al presente e ne distorce la percezione modificandola: riesce a contenere in sé due cose difficilissime da tenere insieme: la fedeltà e l’infedeltà. Si può essere infedelmente fedeli e fedelmente infedeli. Se a questo gioco sul filo del rasoio si gioca insieme non si rischia l’ipocrisia, ma si rischia un pericoloso amore. Solo all’apparenza questo degli “amanti” è un matrimonio ipocrita, in realtà è un matrimonio onesto, che sussurra: tu mi basti ma se giochiamo ad essere tanti altri.

A portare in scena lo spettacolo è Akròama, compagnia di teatro contemporaneo di Cagliari, che il pubblico di Teatri di Vita ha già avuto occasione di conoscere, apprezzare e applaudire in passato, in spettacoli come La casa della madre, Stanza con giardino e Il paese del vento.

Per info e biglietti: https://www.teatridivita.it/tdv/biglietteria/

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