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Lorenzo Balbi

Lorenzo Balbi

Bologna riapre ai grandi eventi. La sfida parte dall'arte, Balbi: "Esperienze del tutto nuove e consapevoli"

Fra una settimana la città si accenderà "grazie alla scintilla dell'arte". Il direttore artistico di Art City riassume la nuova versione della kermesse che per la prima volta si stacca da Arte Fiera e deve fare i conti con l'era Covid

"Una scintilla che riaccenderà Bologna con tante espressioni d'arte". Così il direttore artistico Lorenzo Balbi definisce il primo grande evento culturale che la città ospita dopo la riapertura: Art City (7-9 maggio 2021), l'evento che è sempre stato abbinato ad Arte Fiera e che quest'anno vedrà la sua prima versione primaverile in luoghi anche non convenzionali sparsi per la città: "Un'edizione molto particolare per diverse ragioni, quella che si sta per aprire. Il programma lo abbiamo annunciato e coinvolge una selezione di artisti abbastanza unica e sia il contesto generale che quello specifico sono completamente nuovi". 

ART City 2021: il programma completo

Le sfide di questa edizione speciale che arriva dopo un periodo prolungato di annullamenti e chiusure? "Abituati a un pubblico notevolissimo, quest'anno dovremo fare i conti con un modo di fruire  totalmente nuovo che ci metterà alla prova. Ovviamente la bella stagione (così come alcune esigenza legate alla pandemia) ci ha stimolato a fare cose nello spazio aperto. Dopo otto edizioni Art City è un evento ormai assodato nell'agenda culturale bolognese e quest'anno abbiamo una nuova identità che ha una stella con un testonial d'eccezione, Peter Pan. Un Peter Pan che vi guiderà alla scoperta della città dell'arte". 

C'è un'opera fra quelle in programma che richiama i tempi che stiamo vivendo, l'anno difficile che abbiamo passato, non necessariamente con consapevolezza? Qualcosa che ci faccia riflettere proprio in luca della pandemia? "Quest'anno abbiamo una grande installazione firmata da una vera superstar dell'arte internazionale, un artista che ha sempre riflettuto sul tema dello spazio privato e domestico, con installazioni percorribili dal pubblico. Un'esperienza che indaga gli spazi individuali in un momento in cui questo concetto ha assunto un nuovo significato. Sto parlando dell’installazione di Gregor Schneider 'Gregor Schneider visits N. Schmidt (in the former Galleria d´Arte Moderna di Bologna)', presentata nel 2017 alla manifestazione Skulptur Projekte a Münster e da allora più riallestita. L’opera fa riferimento a una serie di lavori sul 'signor Schmidt', evocato per la prima volta nella stanza 54 di Haus ur, opera seminale dell'artista presentata alla Biennale di Venezia del 2001". 

Luoghi sorprendenti e non convenzionali? "Abbiamo scelto dei luoghi normalmente non deputati all'arte, ma che da adesso lo saranno. Dal Cassero al boschetto degli orti comunali lungo Reno, dal Cassero a svariati palazzi storici della città. Tutti saranno aperti al pubblico in modalità gratuita ma con obbligo di prenotazione". 

Chi sono gli artisti protagonisti di questa edizioni? "I 14 artisti coinvolti sono tutti italiani e la scelta è stata ben definita. Appartengono tutti a generazioni diverse così come diversi sono i loro gradi di carriera. 

"Art City è una scintilla che serve a far esplodere la creatività" 

Questa inedita versione di Art City, che si è dovuta adattare alle regole e alle restrizioni anti-Covid, avrà forse delle caratteristiche che potranno restare anche in futuro o delle modalità di fruizione che alla fine danno dei valori aggiunti all'esperienza della visita? "Sicuramente l'emergenza sanitaria ci ha portato a delle regole di visita che impongono un'esperienza più consapevole, pensata e voluta, anche proprio per l'esigenza di prenotare e decidere quanto tempo dedicare a una mostra. Un'altra modalità che prima non era prevista è quella dell'open air. Sono cambiate anche le aspettative del pubblico. Quello che è certo è che tutte le esposizioni di Art City saranno totalmente sicure e le location assolutamente diversificate fra luoghi pubblici e privati: per la prima volta abbiamo attivato un centro di prenotazione". 

Una mappa per orientarsi ad Art City: "Il bello è personalizzare la visita"

Lo hanno curato Lorenzo Balbi, Caterina Molteni e Sabrina Samorì il libretto che orienterà alla scoperta di tutte le mostre e le installazioni della kermesse. Ed è stato tradotto anche in inglese. Non è però solo una mappa, è molto di più: contiene infatti i testi critici relativi al progetto speciale e ai main project degli artisti , con una descrizione degli spazi che accoglieranno i loro progetti, oltre alle immagini di ciascun intervento e a uno stradario con i luoghi. "Non c'è un itinerario predefinito, ognuno potrà personalizzare la sua esperienza con i tempi e la cronologia che preferirà. Uno degli stimoli che Art City vuole dare è proprio quello di costruirsi da sè la propria visita" conclude Simone Balbi

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