“Assenze: Diversimili in progress”, lo spettacolo realizzato da persone uscite dal coma

  • Dove
    Teatro Dehon
    via Libia
  • Quando
    Dal 07/10/2020 al 07/10/2020
    21.00
  • Prezzo
    Per informazioni: Associazione Gli amici di Luca, tel. 051 6494570, sito www.amicidiluca.it.
  • Altre Informazioni

“Assenze: Diversimili in progress”: lo spettacolo realizzato da persone uscite dal coma che hanno frequentato i laboratori teatrali nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris.

L’Associazione Gli amici di Luca fin dal 2003 è attiva nel campo delle attività culturali (teatro, musica, cinema, redazione e pubblicazione di libri) finalizzate alla riacquisizione di competenze e abilità di persone fragili (principalmente con esiti di coma); nel 2004 presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris è stato creato lo “spazio delle arti”: un luogo dove potersi esprimere e sperimentare che, dalla sua dimensione “protetta” e “coinvolta”, intende aprirsi maggiormente verso l’esterno, verso i “non coinvolti”.

Lo spettacolo “Assenze: diversimili in progress” nasce nell’ambito del “Progetto Diversimili: coma to community” cofinanziato dall’Unione Europea, Fondo Sociale Europeom Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020. Grazie alla collaborazione con Teatroaperto/Teatro Dehon, coop perLuca, Teatro dell’Argine e Tempo& Diaframma..

In scena mercoledì 7 ottobre ale ore 21.00 al Teatro Dehon ragazzi usciti dal coma e attori volontari con il gruppo “Dopo...di Nuovo, Gli amici di Luca” in presenza e in video (Conduzione e regia Alessandra Cortesi, Coordinamento pedagogico Antonella Vigilante) e con la “Compagnia Gli amici di Luca” in presenza e in video (regia di Deborah Fortini, coordinamento pedagogico Martina Pittureri, coordinamento teatrale Nicola Bonazzi).

Da gennaio 2020 ad ottobre 2021 si snoda una progettualità che prevede la realizzazione di percorsi laboratoriali di teatro, musica, audiovisivi e azioni di sensibilizzazione, attraverso appuntamenti programmati tra la Casa dei Risvegli Luca De Nigris, gli spazi di Quartiere, gli Istituti di istruzione superiore, l’Università ed i Teatri cittadini. L’intenzione è quella di intercettare la comunità accogliente ed includente ed integrarla con la “marginalità” attraverso attività rivolte a persone con disagio, con esiti di coma. Lo spettacolo mette in evidenza le criticità maturate nel corso del lockdown che ci ha costretto a rivedere i nostri interventi non perdendo le relazioni, i contatti e le potenzialità espressive dei partecipanti.

Abbiamo contrastato l’onda anomala, ci siamo rifugiati nel fondo della nave, cercando direagire alla tempesta ed aspettando il mare più calmo. L’assenza non l’abbiamo mai subita passivamente ma l’abbiamo introiettata per farla diventare energia positiva. Restituiamo così le attività dei due laboratori che operano nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris, di quanto prodotto e agito in un momento in cui l’ascolto ed il sentire sopperiva all’impossibilità della presenza fisica. Senza dimenticare la “cultura dell’abbraccio” ed il linguaggio di corpi che si attraggono più che respingersi.

Diversimili” opera una integrazione attraverso storie collettive, tematiche che, oltre la paura, il pietismo e la sofferenza di chi le vive, si fanno azione comune attraverso nuovi linguaggi espressivi, come il “teatro dei risvegli”, con percorsi che coniugano l’ambito terapeutico con il lavoro teatrale in senso stretto e costituiscono un caso unico: uno strumento per il miglioramento della qualità della vita e l’instaurarsi di nuove reti sociali.

Da mercoledì 7 a martedì 20 ottobre nel foyer del Teatro Dehon sarà possibile fruire la mostra fotografica “I Am Amleto - Ho dentro ciò che non si mostra, fuori fronzoli e maschere di dolore” a cuira di Gabriele Fiolo con foto dello stesso Fiolo e di Cristina Ferri, dell’Associazione Fotografica Tempo e Diaframma. Dalla lunga esperienza dei laboratori teatrali è nata una mostra fotografica che racconta il percorso creativo ed espressivo realizzato attraverso il laboratorio teatrale, strumento usato per accompagnare le persone fragili nel ritrovare se stesse e stringere o consolidare relazioni che le portino fuori dall’isolamento sociale.

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