Bologna Festival: grande repertorio sinfonico e capolavori barocchi

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    Dal 08/04/2020 al 20/10/2020
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    bolognafestival.it

Il grande repertorio sinfonico e i capolavori della letteratura barocca, con orchestre, direttori e solisti di richiamo internazionale. Così la 39ª edizione di Bologna Festival si inaugura l’8 aprile con Zubin Mehta che dirige l’Incompiuta di Schubert e la Settima di Bruckner. John Eliot Gardiner presenta un programma interamente dedicato a Monteverdi, tra sacro e profano; Thomas Hengelbrock, nell’anno delle celebrazioni beethoveniane, dirige la Quinta e la Sesta Sinfonia. 

L’Orchestra Barocca Zefiro restituisce i sei Concerti Brandenburghesi all’originario organico cameristico voluto da Bach e i Tallis Scholars impaginano un programma in cui si fronteggiano musica nuova e musica antica. András Schiff, Evgeny Kissin e Alexandre Kantorow manifestano le più diverse inclinazioni del pianismo odierno, tra limpida classicità e raffinato virtuosismo.

La  39ª edizione di Bologna Festival, tra primavera e autunno, si articola come di consueto nelle sezioni Grandi InterpretiTalenti e Il Nuovo l’Antico. Nel mese di marzo, come un’ouverture, il ciclo di incontri Carteggi musicali, dedicato agli epistolari di Beethoven, Šostakovič, Verdi, Mahler e Strauss.

Il programma: 

GRANDI INTERPRETI

Mercoledì 8 aprile 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino Zubin Mehta direttore Franz Schubert Sinfonia n.8 in si minore D.759 “Incompiuta” Anton Bruckner Sinfonia n.7 in mi maggiore La nobiltà dei temi e la geniale orchestrazione hanno conquistato alla Settima di Bruckner (1884) un posto d'onore nel repertorio sinfonico. Pinnacolo di questa cattedrale sonora è il finale "a specchio", concepito dal compositore austriaco come un Requiem alla memoria del suo idolo Wagner, morto l'anno precedente. L'Adagio solenne e dolente è una pagina carica di storia: nel 1945 accompagnò l'annuncio radiofonico della morte di Hitler, nel 1954 fu scelto da Luchino Visconti come tema conduttore del film Senso. Avvalendosi dell'intelligenza artificiale, Huawei ha insegnato al suo smartphone Mate20Pro a comporre le melodie per il terzo e quarto movimento della Sinfonia “Incompiuta” di Schubert. Nulla di tanto sperimentale si ascolterà a Bologna Festival, bensì il familiare "splendido torso" della tradizione.

Martedì 14 aprile 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni András Schiff pianoforte Wolfgang Amadeus Mozart Adagio in si minore K.540 Minuetto in re maggiore K.355 Giga in sol maggiore K.574 Rondo in la minore K.511 Ludwig van Beethoven Sonata n.28 in la maggiore op.101 Wolfgang Amadeus Mozart Fantasia in do minore K.475 Ludwig van Beethoven Sonata n.32 in do minore op.111 con il contributo di HERA Minuetti, gighe, rondò, fantasie: sovente abbozzi incompiuti e d'incerta destinazione che ci lasciano curiosare fra i segreti del laboratorio mozartiano. Di ben altra lena, a dispetto della brevità, l'Adagio in si minore, tonalità insolita nei lavori strumentali di Wolfgang. Le due Sonate di Beethoven, composte fra il 1816 e il 1822, incorniciano lo "stile tardo" del suo pianismo, segnato dall'inclusione di severi elementi contrappuntistici. Stratega della complessità, Schiff padroneggia con pari maestria la grande forma e il frammento. Domenica 19 aprile 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni Monteverdi Choir English Baroque Soloists Sir John Eliot Gardiner direttore Francesca Boncompagni, Anna Dennis, Julia Doyle, Mariana Flores (soprani) Francesca Biliotti (alto) Michal Czerniawski (controtenore) Sean Clayton, Peter Davoren, Gareth Treseder, Zachary Wilder (tenori) Alex Ashworth, Gianluca Buratto, John Taylor Ward (bassi) Claudio Monteverdi Ciechi ciechi (da Selva morale e spirituale) Dixit Dominus II SV 263 Confitebor III “alla francese” (da Selva morale e spirituale) Audi coelum / Salve Regina Beatus Vir (da Selva morale e spirituale) Hor che’l ciel e la terra (dall’Ottavo Libro dei Madrigali) Lamento della ninfa (dall’Ottavo Libro dei Madrigali) Lagrime d'amante al sepolcro dell'amata "Sestina" (dal Sesto Libro dei Madrigali) Il ballo delle Ingrate (scena finale) con il contributo di G.D I celebri barocchisti inglesi e il loro storico direttore ci guidano lungo un affascinante percorso nella produzione del Monteverdi maturo, sacro e profano. Nei suoi Libri di madrigali dal Sesto all'Ottavo (1614-1638) la monodia "rappresentativa" si svincola dalla complessa trama della polifonia rinascimentale, mentre la raccolta postuma Selva morale e spirituale (1640) è un enorme compendio in cui si rifrange la varietà degli stili da lui impiegati al servizio della cappella di San Marco e dei circoli privati veneziani.

Giovedì 7 maggio 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni Balthasar Neumann Ensemble Thomas Hengelbrock direttore Ludwig van Beethoven Sinfonia n.6 in fa maggiore op.68 “Pastorale” Ludwig van Beethoven Sinfonia n.5 in do minore op.67 con il contributo di VALSOIA 22 dicembre 1808: Beethoven impone al pubblico viennese un concerto-maratona in cui figurano le prime della Quinta e della Sesta Sinfonia, il Quarto Concerto per pianoforte, la Fantasia corale op.80, la scena e aria per soprano "Ah perfido!" op.65 e alcuni movimenti della Messa in do maggiore. Nel 250° compleanno del Genio di Bonn, Thomas Hengelbrock e il suo ensemble di strumenti d'epoca ripropongono in versione "storicamente informata" le due gemme sinfoniche di quell'eterogeneo cartellone.

Giovedì 14 maggio 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni Orchestra Barocca Zefiro Alfredo Bernardini oboe e direzione Johann Sebastian Bach Sei Concerti Brandenburghesi BWV 1046 – 1051 Concerto n.1 in fa maggiore BWV 1046 Concerto n.6 in si bemolle maggiore BWV 1051 Concerto n.4 in sol maggiore BWV 1049 Concerto n.5 in re maggiore BWV 1050 Concerto n.3 in sol maggiore BWV 1048 Concerto n.2 in fa maggiore BWV 1047 con il contributo di ALTERNATIVE GROUP Nella versione già apparsa nel 2018 su CD Arcana/Outhere, Alfredo Bernardini e l’ensemble Zefiro ripresentano dal vivo a Bologna Festival i sei Brandenburghesi; pagine universalmente note ma qui sottoposte a un bagno di giovinezza. Tempi sostenuti, muscolare fraseggio degli archi, sfolgorìo di fiati: la pompa aulica e il rustico piacere della danza contrassegnano questa lettura, che si avvale del contributo di valorosi solisti come il primo violino Cecilia Bernardini (figlia del direttore) e la tromba Gabriele Cassone.

Martedì 26 maggio 2020 ore 20.30 Basilica di Santa Maria dei Servi The Tallis Scholars Peter Phillips direttore John Taverner Leroy Kyrie John Taverner Dum transisset John Tavener Song for Athene John Tavener Our father John Sheppard Our father Thomas Tallis Te Deum Gregorio Allegri Miserere Giovanni Croce Miserere Arvo Pärt Magnificat Tomas Luis de Victoria Magnificat concerto in doppio abbonamento con Il Nuovo l’Antico Il “sacro minimalismo” dei nostri contemporanei Arvo Pärt e John Tavener; poi il quasi omonimo Taverner, che al tempo di Enrico VIII sfuggì per poco alla persecuzione anglicana. John Sheppard si barcamenò fra le opposte confessioni, mentre il suo successore Thomas Tallis, notorio "papista", salvò la testa grazie all'indulgenza di Elisabetta; e sul versante della Controriforma cattolica ecco il veneziano Giovanni Croce e lo spagnolo De Victoria. A collegare questa schiera di compositori per la gloria di Dio, il magistero dei Tallis Scholars, virtuosi della polifonia "a cappella".

Lunedì 15 giugno 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni Alexandre Kantorow pianoforte Johannes Brahms Sonata n.2 in fa diesis minore op. 2 Gabriel Fauré Notturno n.6 in re bemolle maggiore op.63 Johannes Brahms Rapsodia in si minore op.79 n.1 Béla Bartók Rapsodia op.1 Sz. 26, BB 36 Franz Liszt Rapsodia ungherese n.11 in la minore in collaborazione con PIANOFORTISSIMO Primo francese a vincere nel 2019 il prestigioso Premio Čajkovskij, Alexandre Kantorow sa navigare con sovrana scioltezza fra il Brahms romantico degli esordi sotto l'ala protettrice di Schumann e quello ormai canonizzato quale erede di Beethoven, e dal salottiero folklorismo ungherese di Liszt a quello novecentesco e ironicamente virgolettato di Bartók. Il Notturno di Fauré (1894) è fra le pagine più note nell'intera produzione del compositore francese, in equilibrio tra soffuso lirismo e classica perfezione architettonica.

Mercoledì 30 settembre 2020 ore 20.30 Teatro Manzoni Evgeny Kissin pianoforte Fryderyk Chopin Notturno in si maggiore op.62 n.1 Improvviso in la bemolle maggiore op.29 Improvviso in fa diesis minore op.36 Improvviso in sol bemolle maggiore op.51 Scherzo n.1 in si minore op.20 Polacca n.6 in sol bemolle maggiore Alban Berg Sonata op.1 George Gershwin Tre Preludi per pianoforte All'esule Kissin si addicono i compositori esuli come Chopin e gli emigrati cosmopoliti come Gershwin. Doveroso poi l'omaggio a Berg, nell’ 85mo della morte. Possiamo comunque aspettarci qualche sorpresa: i suoi programmi restano aperti fino all'ultimo minuto e sono esposti all'incognita dei bis: ben 13 ne concesse nell’aprile del 1994 al pubblico di Bologna, finché vennero i pompieri a supplicarlo di smettere quando già mezzanotte era suonata da un pezzo.

TALENTI

Mercoledì 22 aprile 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Elia Cecino pianoforte Premio Venezia Franz Joseph Haydn Sonata in mi minore Hob. XVI:34 Ludwig van Beethoven Sonata in sol maggiore op.31 n.1 Felix Mendelssohn-Bartholdy Variations sérieuses op.54 Fryderyk Chopin Sonata in si bemolle minore op.35 Primo classificato al “Premio Venezia”, il concorso pianistico dedicato ai migliori diplomati dei Conservatori italiani, il diciottenne Elia Cecino ha iniziato a suonare all’età di nove anni e continua a perfezionarsi con Eliso Virsaladze alla Scuola di Musica di Fiesole. Per il suo debutto bolognese segue il solco della classicità: Haydn, Mendelssohn e un omaggio a Beethoven, nella ricorrenza dei 250 anni della nascita. Esce dagli schemi formali classici con la Sonata op.35 di Chopin, opera potente e originale che pone nella celebre Marcia funebre il suo nucleo fondante.

Mercoledì 29 aprile 2020 ore 20.30 Biblioteca Centro San Domenico - Salone Bolognini Quintetto Lauterproject Ludwig van Beethoven Sonata in do diesis minore op.27 n.2 “Al chiaro di luna” Gabriele Carcano (pianoforte) Ludwig van Beethoven Sonata n.4 in do maggiore op.102 n.1 per violoncello e pianoforte Alexey Stadler (violoncello), Gabriele Carcano (pianoforte) Dmitrij Šostakovič Quintetto in sol minore op.57 per archi e pianoforte Stephen Waarts (violino), Nicola Bruzzo (violino), Karolina Errera (viola) Alexey Stadler (violoncello), Gabriele Carcano (pianoforte) Nato in seno al “Lauter Project”, iniziativa di formazione all’ascolto che vuole trasmettere la passione per la grande musica da camera ad un nuovo pubblico, il quintetto riunisce musicisti premiati in concorsi internazionali e attivi nei più importanti festival cameristici. Stephen Waarts (violino), Nicola Bruzzo (violino), Karolina Errera (viola), Alexey Stadler (violoncello) e Gabriele Carcano (pianoforte) eseguono un programma che accosta due Sonate di Beethoven al Quintetto di Šostakovič: un binomio che vuole evidenziare le assonanze di pensiero tra i due grandi compositori, lo stretto legame con la storia che segna le loro opere e al tempo stesso la vibrante attualità. in collaborazione con CENTRO SAN DOMENICO

Martedì 5 maggio 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Clarissa Bevilacqua violino Johann Sebastian Bach Sonata n.1 in sol minore BWV 1001 Eugène Ysaÿe Sonata in la minore op.27 n.2 “Jacques Thibaud” Paul Hindemith Sonata op.31 n.2 Nathan Milstein Paganiniana Enfant prodige, Clarissa Bevilacqua ha suonato per la prima volta in pubblico all’età di nove anni e si è diplomata al Conservatorio di Piacenza a sedici anni. Allieva di Boris Belkin e Pavel Vernikov, si sta perfezionando al Mozarteum di Salisburgo con Pierre Amoyal. La grazia dello stile e una grande comunicativa sono tra le sue doti; è un’interprete che già domina un repertorio solistico da virtuosa del violino, spaziando dal Barocco al Novecento: la Sonata BWV 1001 di Bach con la sua celebre fuga; la “primaverile” Sonata op.31 n.2 di Hindemith; Paganiniana, variazioni per violino solo scritte dal celebre violinista Nathan Milstein; la Sonata “Jacques Thibaud” di Ysaÿe, autentico monumento alla tecnica violinistica moderna.

Martedì 12 maggio 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Alessio Pianelli violoncello Mario Montore pianoforte Robert Schumann Phantasiestücke op.73 Sergeij Prokof’ev Sonata op.119 Robert Schumann Adagio e allegro op.70 Dmitrij Šostakovič Sonata op.40 È uno dei migliori violoncellisti dell’ultima generazione, forte di una notevole padronanza tecnica e di una creatività interpretativa accresciuta dal suo essere compositore. Allievo di Giovanni Sollima e Thomas Demenga, Pianelli ha vinto numerosi concorsi internazionali e collabora con orchestre di fama come solista. Nel suo programma Ottocento e Novecento si riflettono a specchio: il nostalgico lirismo dei tre pezzi di fantasia e l’appassionata eloquenza dell’Adagio e Allegro di Schumann si rifrangono sulla cantabilità rassicurante del violoncello di Prokof’ev e sui toni personalissimi della Sonata di Šostakovič, pagina in cui passato e presente coesistono in un ambiguo e ironico raffronto. Al pianoforte siede Mario Montore, rinomato camerista. Martedì 19 maggio 2020 ore 20.30 Salone di Palazzo Aldrovandi Montanari Christine Arsenova soprano Ana Isabel Lazo soprano Jorge Espino baritono Claudia D’Ippolito pianoforte Finalisti del Bologna International Vocal Competition Arie d’opera di Mozart, Bellini, Verdi, Puccini, Čajkovskij in collaborazione con CORDUSIO Le più belle arie d’opera risuonano nella suggestiva cornice di PalazzoAldrovandi Montanari: momenti di puro incanto dal Don Giovanni di Mozart, I Puritani di Bellini, La traviata, Il trovatore, Un ballo in maschera, Aida di Verdi, Tosca e Gianni Schicchi di Puccini, Evgenij Oneghin di Čajkovskij. Ad interpretarle con rinnovata freschezza sono i giovani cantanti premiati al nuovo concorso lirico di Bologna, banco di prova per artisti provenienti da tutto il mondo che richiama a Bologna i direttori di importanti realtà teatrali italiane ed estere. Giovedì 4 giugno 2020 ore 21 Cortile di Palazzo Magnani Trio Gaon Premio Trio di Trieste Ludwig van Beethoven Trio in mi bemolle maggiore op.70 n.2 Ludwig van Beethoven Trio in si bemolle maggiore op.97 “Arciduca” con il contributo di UNICREDIT Tae-Hyung Kim (pianoforte), Jehye Lee (violino) e Samuel Lutzker (violoncello) si sono conosciuti al Conservatorio di Monaco di Baviera nel 2013 e da allora tengono concerti nelle sale di tutto il mondo. Nel 2017 si sono aggiudicati il Premio “Trio di Trieste”, tra i concorsi internazionali più reputati in ambito cameristico. Nell’anno delle celebrazioni beethoveniane, il Trio Gaon esegue due capolavori cameristici: il Trio op.70 n.2, composizione di una luminosa ricchezza melodica, e il monumentale Trio “L’Arciduca”, brano di ampiezza “sinfonica” che svela la sua ispirazione intima e poetica sin dal tema iniziale.

IL NUOVO L’ANTICO

La rassegna I Nuovo l’Antico è realizzata con il contributo di HERA Giovedì 17 settembre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Bruce Dickey cornetto Hana Blažíková soprano Mieneke van der Velden viola da gamba Jakob Lindberg tiorba Kris Verhelst organo e clavicembalo “Breathtaking” Nicolò Corradini Spargite flores Sigismondo D’India Dilectus meus Sigismondo D’India Langue al vostro languir Ivan Moody O Archangels and Angels (2019) Giovanni Pierluigi da Palestrina Mottetto “Nigra sum” (passaggiato da Bruce Dickey) Francesco Cavalli O quam suavis Tarquinio Merula Nigra sum sed formosa Calliope Tsoupaki Mélena imí (Nigra sum) Alessandro Scarlatti Cara e dolce rimembranza, Coronata di lauri dall’opera Comodo Antonino (Napoli, 1696) Bernardo Storace Passacagli sopra A la mi re (Venezia, 1664) Alessandro Scarlatti Non pianger solo dolce usignuolo (aria di Rosinda) Senti ch’io moro (aria di Rosinda) Labbra gradite (aria di Emireno) dall’opera L’Emireno (Napoli, 1697) "Breathtaking" (mozzafiato) perché voce umana e cornetto gareggiano sul fiato, e anche perché il virtuosismo di entrambi i protagonisti – il soprano ceco Hana Blažíková e il cornettista Bruce Dickey, statunitense di nascita ma bolognese d'adozione – non mancherà di mozzare il fiato agli ascoltatori. In epoca rinascimentale e barocca al cornetto si riconosceva l'impareggiabile capacità di imitare tutte le sfumature espressive della voce umana: un titolo di nobiltà che lungo il Settecento gli sarebbe stato sottratto dal violino e dal flauto traverso.

Martedì 22 settembre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri FontanaMIX ensemble Lavinia Guillari flauto / Marco Ignoti clarinetto / Andrea Maccagnan trombone Valentino Corvino violino / Corrado Carnevali viola / Sebastiano Severi voloncello / Fabio Quaranta contrabbasso Walter Zanetti chitarra / Simone Beneventi percussioni / Franco Venturini pianoforte Francesco La Licata concertazione Georg Friedrich Haas Solstices per 10 strumenti al buio totale prima esecuzione italiana Settanta minuti di buio per 10 musicisti, guidati da un pianoforte a coda radicalmente modificato nell'accordatura. Sulla superficie di blocchi sonori in lento movimento fioriscono giochi e variazioni culminanti in un accordo di quattro minuti. Autore del singolare esperimento percettivo è Georg Friedrich Haas (classe 1953), compositore austriaco noto per le sue imprese sonore e sperimentalismi azzardati, oggi docente alla Columbia University di New York. Per Haas l’ascolto “è una pratica simile alla meditazione” in cui occorre rimuovere qualsiasi altro elemento di disturbo.

Mercoledì 7 ottobre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Accademia d’Arcadia Giovanni Bellini tiorba Alessandra Rossi Lürig direzione “Al lume delle stelle” Luzzasco Luzzaschi Aminta poi ch’a Filli non dispiacque Luca Marenzio Al lume delle stelle Giaches De Wert Giunto alla tomba Carlo Gesualdo Se così dolce è il duolo Luzzasco Luzzaschi Dolce mia fiamma Giaches De Wert Non sospirar pastor, non sospirare Carlo Gesualdo Se taccio il duol s’avanza Luca Marenzio Nel dolce seno de la bella Clori Sigismondo d’India Dispietata pietade Antonio Il Verso Voi bramate, ben mio Sigismondo d’India Donna, quanto più a dentro Claudio Monteverdi Vivrò fra i miei tormenti e le mie cure Domenico Mazzocchi Chiudesti i lumi Armida Salomone Rossi Dolcemente dormiva la mia Clori Claudio Monteverdi Al lume delle stelle Torquato Tasso e la musica: autore prediletto di molti compositori della "seconda prattica" (incluso Monteverdi), il Tasso fu teorico del rapporto fra parole e note, al quale guardava idealizzando la perfezione dell'antichità greca. Nel dialogo La Cavalletta overo de la Poesia toscana egli fa appello a Striggio, Wert, Luzzaschi «e alcuno altro eccellente Maestro di musica eccellente» affinché abbandonino la musica «molle, ed effemminata» in favore di uno stile «magnifico, costante e grave» simile al modo dorico di Aristotele. Non tutti lo ascoltarono.

Martedì 13 ottobre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri La Stagione Armonica Roberto Balestracci direzione Roberto Fabbriciani flauto basso Alvise Vidolin regia del suono Luigi Nono Das atmende Klarsein per piccolo coro, flauto basso, live electronics e nastro magnetico Claudio Monteverdi Messa a quattro voci da cappella Il flauto basso di Roberto Fabbriciani, primo interprete di Das atmende Klarsein al Maggio Musicale del 1981, in dialogo con un ottetto di voci e i live electronics di Alvise Vidolin: quasi il tuffo in una nuova classicità che per il veneziano Luigi Nono poteva ben convivere col rigore del serialismo nel segno di «passionante nostalgia tra passato e futuro». Rigore e nostalgia anche nella Messa di Monteverdi, tratta da quel postumo caleidoscopio di stili diversi che è la Selva morale e spirituale del 1640. Venerdì 16 ottobre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Il Caleidoscopio Ensemble Lathika Vithanage violino barocco Noelia Reverte Reche viola da gamba Flora Papadopoulos arpa doppia Valeria Montanari clavicembalo “Corelli in Arcadia” Arcangelo Corelli Sonata da chiesa n.1 in re maggiore op.V Bernardo Pasquini Sonata a due bassi per clavicembalo e arpa Alessandro Stradella Sinfonia XXII in re minore Alessandro Scarlatti Variazioni sopra alla Follia per clavicembalo e arpa Arcangelo Corelli Sonata da camera n.10 in fa maggiore op.V Bernardo Pasquini Tastata per Francia per clavicembalo Arcangelo Corelli Sonata da camera n.7 in re minore op.V per viola da gamba, arpa e clavicembalo Arcangelo Corelli Sonata n.12 in re minore op.V “Follia” Per oltre un quarantennio eccentrica regina senza corona della Roma barocca, Cristina di Svezia moriva nel 1689 lasciando orfani gli intellettuali che avevano animato il suo salone di Palazzo Riario alla Lungara. I superstiti diedero vita l'anno successivo all'Accademia dell'Arcadia, in cui furono affiliati (distinzione sociale inconsueta per quel tempo) alcuni dei migliori musicisti da lei protetti in vita: Corelli, Scarlatti e Pasquini; ma non Stradella, assassinato in esilio dopo una vita avventurosa e dissipata. Ne fanno un quadro i musicisti del Caleidoscopio Ensemble, riunendo violino barocco, viola da gamba, arpa doppia e cembalo. Martedì 20 ottobre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri Michele Marco Rossi violoncello “Esili lame di luce” Pasquale Corrado High Light Night II Filippo Perocco Esili canti d’attesa Anonimo rinascimentale Chanson Alessandro Solbiati Le due radici per violoncello solo Autori vari, sec. XVI-XVIII “Suite antica” Fabio Vacchi Sonatina I Ivan Fedele Partita Joseph-Marie dall’Abaco Capriccio n.4 Franco Donatoni Lame I per violoncello solo Il giovane violoncellista romano Michele Marco Rossi si distingue per «la duttilità e varietà dell’interpretazione, che varca spesso i limiti dell’esecuzione per farsi vero e proprio teatro» (Dino Villatico). Sotto il suo archetto risuonano, accanto a echi del passato rinascimentale e barocco in arrangiamenti creativi, maestri riconosciuti del "Classico moderno" novecentesco come Donatoni e brani disegnati per il suo talento da autori delle post-avanguardie di oggi: da Solbiati a Perocco, da Fedele a Vacchi e a Corrado.

Mercoledì 28 ottobre 2020 ore 20.30 Oratorio di San Filippo Neri "In alloro mutò il suo pianto" Il canto di Dafne sulle spoglie di Orfeo opera per tre solisti e voce recitante, piccolo ensemble, live electronics testi e drammaturgia di GUIDO BARBIERI musiche originali di LUIGI SAMMARCHI e musiche di Giulio Caccini, Girolamo Frescobaldi, Giovanni Maria Sances Ex Novo Ensemble, Roberto Abbondanza baritono Pamela Lucciarini soprano e clavicembalo Barbara Zanichelli soprano Alvise Vidolin regia del suono Umberto Saraceni visual prima esecuzione assoluta produzione di Bologna Festival L’opera In alloro mutò il suo pianto racconta la faccia nascosta del mito di Orfeo scegliendo il punto di vista di una testimone sgomenta: Dafne, l’amica prediletta di Euridice, anche lei presa dalla “follia d’amore” per il cantore degli dei. Se si ritorna alle fonti antiche il mito di Orfeo rivela un cuore cruento, barbaro, feroce: Euridice muore per fuggire la violenza di Aristeo, Orfeo, tornato dagli inferi, viene fatto a pezzi dalle Furie e la sua testa naviga fino all’isola di Lesbo prima di ricongiungersi al proprio corpo. Le musiche create da Sammarchi sono concepite come un unico flusso di suono dove le armonie antiche ispirate al mito di Orfeo emergono e si immergono nel “continuum” musicale contemporaneo. OUVERTURE: CARTEGGI MUSICALI Museo della Musica

Martedì 10 marzo ore 18.30 Beethoven e le guerre napoleoniche: 1805-1809 conversazione, letture ed esecuzioni al pianoforte a cura di GIOVANNI BIETTI Martedì 17 marzo ore 18.30 Šostakovič: trascrivere la vita intera conversazione e letture a cura di ENZO RESTAGNO ALBERTINA DALLA CHIARA pianoforte Mercoledì 25 marzo ore 18.30 "L'enorme cifra dei miei anni". La genesi di Otello e Falstaff nell'epistolario di Giuseppe Verdi conversazione e letture a cura di GUIDO BARBIERI LARISSA WISSEL soprano / FRANCESCO RICCI pianoforte Martedì 31 marzo ore 18.30 Il genio e il CdA. Der Direktor Gustav Mahler an Hern Doktor Richard Strauss conversazione e letture a cura di GIORDANO MONTECCHI DŽENANA MUSTAFIĆ soprano / GIACOMO TESINI violino / PIERPAOLO MAURIZZI pianoforte ARTE SELLA IN CONCERTO Domenica 17 maggio visita e concerto ad Arte Sella Mario Brunello violoncello piccolo Roberto Loreggian clavicembalo Johann Sebastian Bach Suite n.5 BWV 1011 per violoncello (trascrizione per clavicembalo di Gustav Leonhardt) Partita n.2 BWV 1004 per violino (eseguita al violoncello piccolo) Sonata II BWV 1015 per violino e clavicembalo (eseguita al violoncello piccolo)

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